Cronaca

Accusato di abusi sulla figlia 13enne, bracciante torna libero dopo 4 mesi

Il gip gli sostituisce la misura degli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora. "Le esigenze cautelari sono attenuate alla luce del fatto che è stata sentita la ragazzina"

foto archivio

Obbligo di dimora nel Comune di residenza con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle 20 alle 7: il gip Alessandra Vella, alla quale si è rivolto il difensore, l'avvocato Salvatore Manganello, ha rimesso in libertà, dopo 4 mesi di arresti domiciliari, il bracciante agricolo 44enne di Canicattì, accusato di violenza sessuale ai danni della figlia di 13 anni.

La ragazzina aveva denunciato ad un'amica di avere subito, in tre circostanze, abusi sessuali da parte del genitore.

La coetanea ha denunciato tutto ai carabinieri che hanno avviato le indagini, sentendo anche la presunta vittima. L'adolescente ha confermato gli episodi di violenza, tutti commessi nell'anno in corso, di cui sarebbe stata vittima in un contesto familiare, all'apparenza, del tutto normale e senza contrasti fra i componenti.

La stessa ragazzina è stata sentita nel corso dell'incidente probatorio. La circostanza, unita al fatto che la presunta vittima è stata collocata in una struttura protetta, ha fatto ritenere attenuate le esigenze cautelari.

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