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Agrigento, Firetto: «Io candidato alla Regione? Non ci penso proprio»

La "notizia", rimbalzata, sui social in queste ore, riferisce della nascita di un "partito" riconducibile al sindaco della Città dei templi e di come questo sia propedeutico alla sua presunta prossima candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia

«Lillo Firetto si candida a Governatore della Regione».
E' questo il "rumor" che sta pian piano prendendo piede sui social network. Firetto starebbe dando vita a un proprio partito, per prepararsi la “corsa” a Palazzo d'Orleans. La "notizia", rimbalzata, soprattutto su Facebook in queste ore, riferisce della nascita di un movimento politico (e non più quindi squisitamente civico) riconducibile al sindaco della Città dei templi e di come questo sia propedeutico alla sua presunta prossima candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia.

Una bufala, però, la definisce il primo cittadino di Agrigento. Si tratterebbe solo, secondo quanto dallo stesso asserito, di un tentativo di dare una forma “organica” ai movimenti civici che nella recente tornata elettorale hanno favorito la sua elezione a sindaco.

«La mia esperienza amministrativa ha avuto avvio con due liste civiche 6 mesi fa, cui adesso pensiamo di dare una “veste” unitaria. Non c'è nulla di nuovo. Con queste liste abbiamo voluto interpretare l'idea di città che vogliamo e, viste le richieste di adesione di consiglieri di altre città dell'Agrigentino, allarghiamo l'idea ad altri comuni che ci vogliono stare. D'altro canto – continua Firetto – se siamo ultimi nelle classifiche è perché si tratta di una situazione generalizzata e che accomuna i centri della provincia agrigentina». 

Per Firetto il “movimentismo” cresce in «contrapposizione ai vari Berlusconi e Salvini, a un centrodestra che non c'è più, superando anche il “grillismo” urlato, e quanto sta accadendo ad Agrigento dà l'idea del protagonismo civico, del fare concreto, che funziona» e che si sta diffondendo al di là di “casacche”, stemmi e bandiere. 

«E' un coinvolgimento, un impegno, un desiderio di partecipazione che vedo negli agrigentini e che va esaltato. Il nostro volerci dare una “forma” unitaria è diverso da altre esperienze (il riferimento è all'esperienza “crocettiana” che notoriamente Firetto definisce fallimentare, ndr) perché siamo aggregati da un'idea. Ed è privo di ogni velleitarismo politico: se si va al voto in alcune realtà amministrative potremmo presentare liste civiche, non posso escluderlo - ha detto ancora -. Ma parliamo di Amministrative». 

E, incalzato sull'eventualità di puntare alla Presidenza della Regione, spiega: «Mi sono dimesso da deputato 6 mesi fa, perché intendo fare il sindaco di questa città, raggiungendo le mete che mi sono prefisso. E' una sfida con me stesso: e sono ancora agli inizi, nemmeno nel pieno, proprio agli inizi. Pensare a questa eventualità, che non sto considerando, mi pare, per coloro i quali fanno queste speculazioni, un esercizio mentale vano». 

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