Bosco di Fondacazzo, Legambiente sta con "Tierra Techo Trabajo": "Sia riaperto"

A realizzare la bonifica, condita da non poche polemiche e forse anche qualche strascico, era stato il gruppo appena nato ad Agrigento

Un momento delle operazioni di pulizia

L'iniziativa si chiamò, in una prima fase "Pulisci il boschetto, ritira il brischetto", riferimento chiaro, dato che si sarebbe dovuta svolgere nel giorno di Pasquetta, ad una "ricompensa alla brace" per le attività di bonifica. Poi alla fine, accertato che l'area interessata era, a quanto pare, interdetta, si è trasformata in  "Pulisci il boschetto, pretendi rispetto". L'idea di fondo è rimasta però invariata: raccogliere almeno una parte della gran quantità di spazzatura abbandonata in ogni dove. A portarla avanti, non senza qualche difficoltà, il neonato gruppo  "Tierra techo trabajo", composto da giovani e giovanissimi agrigentini.

Una iniziativa che è stata accolta favorevolmente da Legambiente, che ha mostrato apprezzamento per l'attività svolta e ha annunciato la volontà di sostenere il progetto della riapertura dell'area attrezzata di Fondacazzo, interdetta - senza segnaletica o cartellonistica di alcuni tipo, denunciano gli attivisti - per le precarie condizioni igienico-sanitarie.

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"Fa sempre un enorme piacere e costituisce ulteriore vivificante spinta per incentivare le attività a difesa e valorizzazione dell’ambiente apprendere che, anche a sud del profondo sud, anziché limitarsi a piangersi addosso ed a lanciare invettive virtuali, un gruppo di giovani innamorati della propria terra si mettono insieme e si danno da fare concretamente per dimostrare con i fatti il loro attaccamento ai luoghi in cui sono nati e cresciuti - ha detto il presidente del Circolo Rabat e direttore regionale di Legambiente Claudia Casa -. Salutiamo pertanto con favore la costituzione da parte di un gruppo di giovani agrigentini dell’associazione di promozione sociale 'Tierra Techo Trabajo' e soprattutto la scelta di “battezzarla” con una iniziativa di puro volontariato tesa a ripristinare la dignità di un luogo caro a molti giovani e meno giovani, vale a dire quel boschetto di Fondacazzo la cui area attrezzata per diversi anni ha ospitato molti dei tradizionali 'schiticchi' - continua Casa - del periodo primaverile, salvo poi divenire zona off-limits a causa di un colpevole stato di abbandono da parte degli enti preposti alla gestione ed al controllo e del conseguente odioso degrado prodotto da coloro che purtroppo non mancano occasione per dimostrare il loro disamore verso il cosiddette bene comune. Tanto la causa quanto la conseguenza vanno rimosse e contrastate, ed in questo senso bene hanno fatto i giovani  a sottolineare la contraddittorietà tra l’apposta interdizione alla fruizione pubblica di quel luogo e la sua via via sempre più accresciuta condizione di degrado, segno dell’assoluta mancanza di adeguate attività di prevenzione e repressione dei comportamenti incivili. Per questa ragione nei prossimi giorni il direttivo del nostro circolo incontrerà una rappresentanza di giovani di 'Tierra Techo Trabajo' - conclude Casa - per consegnare agli stessi la tessera di socio collettivo onorario di Legambiente e per stringere una alleanza finalizzata a raggiungere come primo risultato la riapertura al pubblico dell’area attrezzata del boschetto di Fondacazzo, nonché l’auspicabile messa a punto di una serie di attività condivise che vadano tutte in direzione del miglioramento delle condizioni ambientali della nostra città".

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