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Il "Boccone del povero"

Il "Boccone del povero"

Chiude il "Boccone del Povero", scatta l'allarme: "In trenta senza più un tetto"

Il Comune sta agendo legalmente per ottenere il rilascio del grande immobile di via Orfane, chiedendo 192mila euro di arretrati alle suore

Chiude il "Boccone del povero", il "Centro di ascolto e di accoglienza Giuseppe Maria Tomasi di Lampedusa" lancia l'allarme: trenta senza fissa dimora non avranno più assistenza.

A raccogliere l'appello da parte della onlus che era ospitata all'interno della grande struttura concessa dal Comune alle suore  della congregazione delle "Serve dei Poveri", è il Giornale di Sicilia in edicola oggi.

Boccone del  Povero, il comune pronto a sfrattare le suore

A parlare è Nicola Pollicino, responsabile insieme a don Vito Scilabra del centro di ascolto. "Adesso - riporta il quotidiano Palermitano - questi nostri amici sono per strada, in situazione di insicurezza. Sono persone fragili, che oltre che ospitare, abbiamo curato, assistito, amato, ridando dignità e speranza a chi l'aveva persa. Grazie al clima di comunità e di solidarietà che si è creato tra volontari e ospiti, il nostro desiderio era di poter costruire con queste persone percorsi di inclusione permanenti".

La struttura è stata abbandonata perché, come noto, il Comune ha disposto di agire legalmente per ottenere il rilascio del grande immobile di via Orfane in seguito a questioni economiche sorte con le suore alle quali l'Ente, dopo anni di concessione gratuita dei locali, aveva chiesto ben 192mila euro di arretrati.

Le precisazioni dell'amministrazione comunale sulla vicenda

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