Cronaca

Rosario Livatino sarà beato, Patronaggio: "In un momento di grande crisi valoriale, questo è un segno"

Il presidente del tribunale di Agrigento, Pietro Maria Falcone: "Questa terra è ancora una terra di giudici ragazzini, costretti a svolgere dei compiti più grandi di loro. La mafia non è affatto estirpata"

“In un momento di grande crisi valoriale che investe la magistratura tutta la beatificazione di Rosario Livatino è per i magistrati cattolici un dono e un segno”. Lo ha detto il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio in merito alla beatificazione, decisa dal Vaticano, del giudice Rosario Livatino. "Per i magistrati tutti un esempio da seguire e per noi magistrati agrigentini infine un onore oltre che un onere morale difficilmente uguagliabile e raggiungibile” - ha aggiunto Patronaggio - . 

Il giudice Rosario Livatino sarà beato: c'è la decisione da parte del Vaticano

“La notizia della beatificazione di Rosario Livatino è straordinaria e dà un enorme conforto da credente e da giudice” - ha detto invece il presidente del tribunale di Agrigento, Pietro Maria Falcone - . “Per chi è credente è un grande conforto in un momento difficile per tutti qual è quello attuale, a causa della pandemia. Lo è anche per i magistrati perché lo hanno come esempio avendo dedicato la sua intera esistenza ad uno scopo”. Falcone aggiunge: “Questa terra è ancora una terra di giudici ragazzini, costretti a svolgere dei compiti più grandi di loro. La mafia non è affatto estirpata. I problemi sociali di una piazza giudiziaria, come quella di Agrigento, hanno una rilevanza mondiale. L’esempio di Rosario, dopo questo traguardo, sarà ancora più vivo in tutti noi. Sono arrivato in magistratura poco dopo Livatino, eravamo entrambi due giudici giovani, pronti a catapultarci In questa grande realtà. Per molti magistrati - prosegue il presidente del tribunale -, che allora non erano neppure nati oppure erano dei bambini, seguire le orme e gli insegnamenti di Rosario sarà una grande opportunità”. 

“La notizia che il giudice Rosario Livatino sarà beato mi rende molto felice. Livatino è stato ed è esempio di rigore e indipendenza, di una lotta alla mafia senza compromessi, di una vita improntata al rispetto delle regole anche fuori dalle aule del tribunale. Proclamandolo beato, la Chiesa ha reso giustizia a tutti coloro che hanno creduto di dare un senso alla propria esistenza impegnandosi nella difesa del bene comune”. Lo dice Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, ucciso nel 1992 dalla mafia, e presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato, commentando la decisione della Santa Sede di riconoscere per Livatino il martirio "in odium fidei".

Rosario Livatino è stato assassinato ad Agrigento il 21 settembre del 1990 dalle cosche mafiose della Stidda. Aveva solo 37 anni. “Dalla sua morte - ha aggiunto Maria Falcone – sono trascorsi ormai 30 anni, ma il ricordo di quel giovane magistrato, delle sue capacità investigative, delle sue intuizioni sugli interessi economici delle mafie, della sua sobrietà e della sua fermezza è rimasto vivo”.

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