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Bando periferie, Firetto incontra i tecnici del governo: "E' il più grande scippo della storia"

Il sindaco è stato ricevuto a Roma dai vertici burocratici della Presidenza del Consiglio dei ministri

Esecutivi o non esecutivi, solo i primi 24 progetti che erano inseriti nel Bando per le periferie saranno finanziati. Per tutti gli altri l'asticella si sposta al 2020, salvo sorprendenti ripescaggi grazie all'intervento diretto, e promesso, del premier Conte.

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Il sindaco Lillo Firetto è volato stamattina a Roma per incontrare i massimi vertici della Presidenza del Consiglio dei ministri per la questione del bando periferie e, ovviamente, per il futuro di "Girgenti" . Le risposte ottenute sono poco rassicuranti, anche se in linea con quanto già si sapeva, al netto delle versioni contrastanti sul tema.  Il riferimento non può non andare allo scontro con il deputato 5 Stelle Michele Sodano che aveva puntato il dito contro l'Amministrazione comunale, rea, a suo parere, di non aver prodotto progetti esecutivi.

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"Si fa un gran parlare - ha commentato - solo per polemizzare o attaccare senza conoscere i fatti. La verità è solo una ed è quella che conosciamo da giorni. Intorno solo chiacchiere e propaganda. La verità appresa oggi con assoluta certezza è che i fondi per le periferie non ci sono più. In barba a tutte le convenzioni e ai contratti, un bando pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato totalmente disatteso. Ciò vuol dire che se a parole il governo Conte parla di blocco dei finanziamenti fino al 2020, invero non c'è un solo provvedimento finanziario che certifichi la riserva di decine di milioni di euro. Credo di poter affermare senza tema di smentita che uno scippo di tale portata non sia mai stato compiuto nei confronti della città e degli agrigentini".

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Firetto sostiene che "si tratta di uno scippo perfino superiore a quello della famigerata legge 70 del 1976 per Agrigento che aveva destinato 25 miliardi di lire. Allora, l'amministrazione non fu in grado di produrre un'idea progettuale e perse tutto. Ora che, con un netto cambio di marcia, con duro lavoro eravamo riusciti ad avere l'ok per dare ossigeno alle imprese e alle famiglie, ecco che questo governo ci toglie ogni speranza. Vogliono far ripiombare la città, in fondo e stroncare sul nascere ogni altro tentativo di ripresa. Non ci fermeremo. Continueremo assieme a centinaia di città a difendere le periferie d'Italia e i loro programmi di rinascita. Proseguiremo nella rivendicazione di un diritto che abbiamo acquisito per il valore della nostra proposta. Confermiamo pertanto la costituzione in giudizio, come moltissime altre città, assieme all'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che si costituirà ad adiuvandum".

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