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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

"Denunciò finto complotto ai suoi danni", l'avvocato Francesca Picone rinviata a giudizio

Aveva accusato colleghi, giornalisti (tra cui un cronista e il direttore di AgrigentoNotizie) e alcuni utenti dei social di aver messo in piedi "un'organizzazione criminale artatamente precostituita per perseguitarla e screditarla". La Procura aprì un'inchiesta ma nel 2018 per tutti arrivò l'archiviazione

Aveva accusato colleghi, giornalisti e persino utenti dei social di aver messo in piedi un'organizzazione criminale artatamente precostituita al fine di perseguitarla, screditarla e molestarla. Il gup del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha disposto il rinvio a giudizio per calunnia, nei confronti dell'avvocato Francesca Picone, 47 anni, di Agrigento, accusata di avere tentato di sviare la giustizia denunciando un finto complotto ordito ai suoi danni.

La vicenda si incrocia con il precedente processo, nel quale l'avvocato Picone è stata condannata in primo grado a 4 anni di reclusione per il reato di estorsione ai danni di alcuni clienti disabili del suo studio ai quali, in sintesi, avrebbe estorto migliaia di euro per il suo onorario prospettando che, se non avessero pagato, avrebbero perso l'indennità di accompagnamento. 

La vicenda ebbe un grande clamore mediatico con notizie di stampa e commenti sui social da parte di colleghi dell'imputata e altre persone. L'avvocato Francesca Picone presentò una serie di denunce sostenendo di essere vittima di un'organizzazione criminale, i cui componenti avevano commesso una serie di reati come l'abuso di ufficio, la rivelazione del segreto di ufficio, lo stalking, le molestie, la violazione della privacy e altro ancora.

In seguito alle sue denunce furono iscritti nel registro degli indagati - con le accuse di associazione a delinquere, stalking, abuso d'ufficio, rivelazione di segreto di ufficio, molestie, violazione della legge sulla privacy e altri reati - nove persone che si erano occupate professionalmente della sua vicenda o avevano pubblicato dei commenti sui social: il giornalista di AgrigentoNotizie e del Giornale di Sicilia, Gerlando Cardinale; il direttore responsabile di AgrigentoNotizie Andrea Perniciaro e quello del Giornale di Sicilia, Marco Romano; gli avvocati Salvatore Pennica, Giuseppe Arnone, Daniela Cipolla e Fabio Li Calsi, l'ex consigliere comunale Giuseppe Di Rosa e Gaetano Gaglio.

L'inchiesta a loro carico è stata archiviata nel 2018 e, dopo la presentazione di alcune querele per calunnia, ne è scaturita l'imputazione per Francesca Picone. La prima udienza del dibattimento si terrà il 26 aprile davanti al giudice Iacopo Mazzullo. Il rinvio a giudizio è stato deciso nonostante la marcia indietro del pubblico ministero Paola Vetro rispetto alla richiesta di rinvio a giudizio: il magistrato aveva chiesto il non luogo a procedere o, in alternativa, la restituzione degli atti ritenendo che il capo di imputazione, formulato dalla stessa Procura, fosse "generico e indeterminato". 

Richiesta alla quale il difensore dell'imputata, l'avvocato Valerio Spigarelli, si era associato mentre i difensori di parte civile - gli avvocati Daniela Posante, Francesco Mirabile e Salvatore Pennica (quest'ultimo oltre ad assere personalmente parte civile, rappresentava Di Rosa) hanno chiesto al giudice, ottenendolo, di rigettare la richiesta del pm e mandare l'avvocato a processo. 

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