Ati, i sindaci si consegnano a Musumeci: arriva un commissario per risolvere i problemi

Gli stessi hanno chiesto di procedere con la gestione commissariale, "dopo i loro vani tentativi di trovare una soluzione condivisa"

(foto ARCHIVIO)

Qualcuno si arrabbierà non poco, molti altri - soprattutto tra i sindaci - tireranno un sospiro di sollievo per essere stati sollevati da un "busillis" che non volevano/potevano affrontare e risolvere. Dopo mesi di attesa, infatti, il Governo Musumeci ha annunciato la volontà di nominare un commissario per l'Ati di Agrigento che abbia il compito di "aggiornare il nuovo Piano d’ambito, rimettere ordine e restituire efficienza in un settore che eroga un servizio fondamentale per la collettività".

Ati e piano d'ambito, il commissario ad acta saluta e va via

La decisione è stata presa al termine di un incontro con alcuni sindaci del direttivo dell'Ati, cioè i primi cittadini di Montevago (Margherita La Rocca Ruvolo), di Grotte (Alfonso Provvidenza), di Sciacca (Francesca Valenti), di Bivona (Milko Cinà) e di Sant’Elisabetta (Domenico Gueli), gli stessi che avevano fatto "fuoco e fiamme" quando nei mesi scorsi arrivarono all'Ati due distinte lettere da parte degli uffici regionali nei quali si lamentava l'inerzia dell'Assemblea territoriale idrica rispetto alcuni temi, a partire proprio dall'aggiornamento del Piano d'ambito che, ironia della sorte, è stato messo a bando proprio nei giorni scorsi.  Adesso, dice una nota, i sindaci si sono di fatto "consegnati" a Musumeci, chiedendogli di "procedere con la gestione commissariale, dopo i loro vani tentativi di trovare una soluzione condivisa".

Era febbraio, Valenti: "Minaccia di commissariamento inspiegabile"

Il riferimento specifico è soprattutto al percorso per la creazione di una sempre più necessaria società consortile che potrà garantire la tanto invocata gestione pubblica e il cui statuto giace ancora in diversi Consigli comunali.

"In assenza delle scelte locali condivise, il governo – ha spiegato il presidente Musumeci - non può restare a guardare. Per questo procederemo con la nomina di un commissario che, da un lato, garantisca il varo dell’aggiornamento del Piano d’ambito entro fine anno, dall’altro individui una proposta che metta ordine a un settore che gestisce un servizio prioritario. Serve – ha proseguito - un riordino complessivo perché le norme vigenti creano soltanto confusione: occorre un’unica Autorità di gestione della risorsa idrica che provveda alla conduzione del servizio e alla riscossione".

Tutto finito qui? E invece no. Perché poche ore dopo che la Regione ha annunciato il commissariamento il direttivo Ati ha annunciato una conferenza stampa che si anticipa "scoppiettante". Da quanto al momento trapelato si prospetterebbe una polemica con la scelta annunciata dal Governatore.

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