Servizio idrico, entro il prossimo mese statuto della Consortile trasmesso ai Consigli comunali

Il percorso di costituzione dell'organo però rischia di essere molto lungo e accidentato

Il direttivo Ati

Gestione del servizio idrico, entro febbraio dovrebbero essere inviato ai Consigli comunali lo statuto della nuova società consortile pubblica. È questa una delle decisioni prese lunedì pomeriggio durante un direttivo dell’Ati che ha, in larga parte, premesso principalmente di gestire alcune delle scadenze burocratiche che attendevano l’Ambito come la nomina del responsabile per l’anticorruzione eccetera.

Gli uffici in queste settimane di silenzio pubblico hanno comunque continuato a lavorare, redigendo una nuova bozza di statuto che è stata pubblicata sul sito istituzionale dell’Ati e ha alla fine ricevuto un’unica osservazione, che sarà adesso applicata modificando ulteriormente il testo e verrà poi sottoposta all’attenzione del cosiddetto “gruppo di lavoro” ristretto creato da alcuni dei sindaci proprio con lo scopo di affrontare il tema della gestione del servizio.

Se il passaggio sarà veloce, dall’Assemblea si conta di trasferire ai Consigli comunali lo statuto entro febbraio dando il via ad un percorso burocratico che potrebbe però avere una durata significativa: bisogna infatti capire che il documento dovrà passare da 38 enti, e, soprattutto, che non dovrà in alcun modo essere modificato in alcuna sua parte: basta una semplice aggiunta, un emendamento, una correzione, e il percorso dovrà ripartire completamente da capo.

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Fatto questo, la nuova Consortile dovrebbe costituirsi con il voto degli organi che la compongono (presidente, consiglio di amministrazione eccetera), dotarsi di una struttura organizzativa (uffici) e di personale. Un lavoro letteralmente immane, che aggrava il ritardo con cui si sta partendo oggi in questo lungo percorso che rende perfino secondario ogni ragionamento sul molto più “semplice” tema dei Comuni che potranno avere il diritto alla gestione diretta della risorsa idrica.

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