Cronaca

"Nessun riscontro e accuse incongruenti", ecco perché Lo Bosco è stato assolto

Depositate le motivazioni della sentenza che a luglio ha scagionato l'ex manager agrigentino

Sono state depositate le motivazioni della sentenza che lo scorso 14 luglio ha assolto Dario Lo Bosco, ex presidente di Rete ferroviaria italiana, di Raffadali, e i funzionari regionali Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca condannati in primo grado e accusati di episodi corruttivi che adesso in Appello, sono stati di fatto smantellati. I dettagli sono contenuti in un articolo del Giornale di Sicilia.

"Mazzette in cambio di appalti", imprenditore agrigentino assolto in Appello

In particolare la Corte ha rilevato numerose "incongruenze" nella ricostruzione dei fatti e soprattutto nella testimonianza dell'imprenditore agrigentino Massimo Campione, "sorpreso" durante una perquisizione con quello che venne definito "il libro mastro delle tangenti" nel 2015.

Proprio lui avrebbe cambiato più volte versione e le sue accuse furono ritenute dalla Guardia di Finanza prive di riscontri oggettivi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Nessun riscontro e accuse incongruenti", ecco perché Lo Bosco è stato assolto

AgrigentoNotizie è in caricamento