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Il "Salvator Mundi" ad Agrigento tra gli stucchi di Serpotta: sarà "fruibile" per tutti?

E' arrivato ad Agrigento ed è stato collocato nella chiesa di Santo Spirito il "Salvator Mundi". Il suo "prestito" in occasione della "Sagra del mandorlo" non ha mancato di suscitare polemiche. Forse, però, la sua esposizione non è stata progettata in maniera "efficace"

Dopo tanta attesa, è già arrivato ad Agrigento ed è stato collocato nella chiesa di Santo Spirito il "Salvator Mundi", che rimarrà visibile dal 20 febbraio al 30 marzo prossimi. L'ultima opera scolpita nel marmo da Gian Lorenzo Bernini sarà "incoronata" dai pregevoli stucchi di Giacomo Serpotta facendo si che, come annuncia il "claim" dell'evento, il Barocco romano incontri quello siciliano.

Il suo "prestito" in occasione della "Sagra del mandorlo" non ha mancato di suscitare polemiche: i più critici lo storico dell'arte Tomaso Montanari e Vittorio Sgarbi che hanno parlato rispettivamente di «mancanza di spessore culturale dell'evento» necessario a motivare il «pericoloso trasporto», e di «interessi personali» nonchè di «abuso d'ufficio» per il ministro Angelino Alfano che ha deciso la cosa in quanto responsabile del Fondo edifici di culto (che ne avrebbe curato anche l'esposizione).

A entrambi aveva risposto il sindaco Lillo Firetto "difendendo" la Sagra e lo stesso ministro dell'Interno il quale, afferma il sindaco, avrebbe agito dietro sua richiesta. «Non si comprenderebbe per quale motivo il possibile trasferimento dell'opera, patrimonio del Paese e non di singole città, in prestito ad altri avrebbe maggiore dignità rispetto alla città di Agrigento », aveva detto.

Ciò che importa è che il busto marmoreo sia comunque nella chiesa di S.Spirito e che si potrà goderne la vista. Anche se, seppure da profani di esposizione museologica, non si può non rilevare l'altezza cui l'opera d'arte è stata posta, desumendola dalle immagini divulgate dal Comune in cui Firetto vi è ritratto accanto. Bisognerà vedere che ne pensano, della progettazione della sua esposizione, i veri esperti.

Certo è che, a quasi due metri d'altezza, è facile supporre che non sarà pienamente fruibile, da vicino, se non con una visuale "dal basso", e quindi un tantinello preclusa nella sua interezza a chi, per i più svariati motivi, dovesse trovarsi a guardarla da un'altezza inferiore a un metro e sessanta. Mentre nella sua collocazione originaria, nella Basilica di San Sebastiano fuori le Mura a Roma, per quanto è dato vedere da immagini che la ritraggono, si trova a un'altezza che la rende più "accessibile" e, quindi, fruibile.

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