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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Omicidio di Raffadali, l'arcivescovo: "Non dobbiamo essere indifferenti al male"

Il pastore della chiesa agrigentina esorta tutti a "maggiore vigilanza sulle persone più vulnerabili e sulle situazioni familiari più delicate, perché nessuno sia lasciato da solo"

Dopo la strage di Licata, l'omicidio di Raffadali. La comunità agrigentina è stata nuovamente scossa da un fatto di sangue che si è sviluppato in un contesto familiare. A farsi portavoce dello sbigottimento collettivo è oggi l'arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano.

"Un’altra tragedia familiare, nel giro di pochi giorni, ha scosso le nostre coscienze - dice in una nota -. Un ulteriore segnale di fragilità, che ci lascia sgomenti e richiede da parte di tutti — società civile e comunità cristiane, istituzioni e agenzie educative, famiglie e singoli individui — una maggiore attenzione alle nuove povertà di questo tempo. Una nuova ferita - avverte - che non può alimentare l’odio verso l’uccisore, ma non può neppure lasciarci indifferenti di fronte al male che serpeggia nei nostri contesti, a partire da quelli più sacri".

Una posizione, quella presa da don Alessandro, che fa eco all'appello che avevano ad esempio già lanciato i parroci di Licata.

Nel giorno della "Candelora", spiega ancora l'arcivescovo, "Mentre celebriamo l’accoglienza della Luce che rischiara le tenebre del mondo, imploro dal Dio della vita la pace eterna per Vincenzo Gabriele; esprimo la mia vicinanza ai familiari, agli amici e all’intera comunità di Raffadali; esorto tutti a una maggiore vigilanza sulle persone più vulnerabili e sulle situazioni familiari più delicate, perché nessuno sia lasciato da solo a portare pesi insostenibili e perché la solidarietà umana e cristiana prevenga altre simili tragedie".

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