Cronaca

Subisce l'intervento per la chiusura delle tube ma resta di nuovo incinta: Asp citata in giudizio

Nel luglio del 2019, il tribunale ha rigettato la domanda risarcitoria proposta dai coniugi che, però, hanno impugnato – davanti la Corte d’appello, sezione civile, di Palermo - la sentenza di primo grado

Va a partorire il terzo figlio e si sottopone, dopo la nascita del pargolo, al “consigliato intervento di sterilizzazione tubarico”. Era l’inizio di novembre del 2007 quando di fatto, la donna – per sua libera scelta – accettava l’impossibilità di una futura procreazione. Così però non è stato perché circa un anno dopo quell’intervento la donna ha avuto una nuova gravidanza.

La coppia ha prima cercato, con l’Asp di Agrigento, una mediazione (era il maggio del 2012). Nel novembre del 2013, l’azienda sanitaria provinciale è stata citata davanti al tribunale al quale la coppia chiedeva “di dichiarare la responsabilità dell’Asp nella causazione dell’evento (la quarta gravidanza ndr.), con conseguente condanna al risarcimento del danno patrimoniale o non patrimoniale da quantificarsi nel corso del giudizio”.

Nel luglio del 2019 si è arrivati al giudizio di primo grado: il tribunale ha rigettato la domanda risarcitoria proposta dai coniugi che, però, hanno impugnato – davanti la Corte d’appello, sezione civile, di Palermo - la sentenza di primo grado “per ottenere l’integrale riforma e la condanna dell’azienda sanitaria provinciale di Agrigento e della compagnia di assicurazione per il pagamento del risarcimento del danno da quantificarsi nel corso del giudizio”. L’udienza è stata fissata per il 10 giugno. 

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