"Inseriti nel lucroso giro di droga e socialmente pericolosi": due sorveglianze speciali

La prima sezione penale, Misure di prevenzione, del tribunale di Palermo ha accolto la proposta formalizzata dal questore Rosa Maria Iraci

La Questura di Agrigento

Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno, per un agrigentino e per un empedoclino. Ad applicare le misure di prevenzione è stata la divisione Anticrimine della Questura. Si tratta di decreti - "a carico di soggetti ritenuti pericolosi", rendono noto dalla Questura di Agrigento - emanati dalla prima sezione penale, Misure di prevenzione, del tribunale di Palermo su proposta del questore Rosa Maria Iraci. 

"Ad essere raggiunti da questi provvedimenti di prevenzione - scrivono dalla Questura - sono stati Francesco Vetrano, 34 anni, ritenuto un collaboratore del vertice mafioso di Agrigento, a cui è stata applicata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni e 6 mesi; e Valentino Messina, 47 anni di Porto Empedocle, a cui è stata applicata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 2 anni e 6 mesi".

Entrambi erano stati arrestati nel marzo del 2019, nel corso dell'operazione "Kerkent", per associazione mafiosa finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il tribunale di Palermo ha ritenuto che "dalle indagini effettuate si evinca il pieno inserimento di entrambi i soggetti - la Questura ha proseguito la sua ricostruzione - nel lucroso settore criminale degli stupefacenti, nonché la loro intraneità all’organizzazione dedita alla commissione di delitti in materia di stupefacenti, al cui vertice c'era Antonio Massimino. Entrambi i soggetti raggiunti dalla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno, intrattenevano relazioni criminali con personaggi che hanno operato o fanno parte di un contesto mafioso - scrivono dalla Questura - . Il tribunale ha ritenuto, accogliento la richiesta del questore, che Francesco Vetrano abbia svolto un ruolo per nulla secondario nell’illecito commercio di stupefacenti da destinare all’illecita cessione e che Valentino Messina - conclude la Questura - abbia svolto il ruolo di stabile acquirente di stupefacente da destinare allo spaccio. Per il tribunale entrambi sono soggetti socialmente pericolosi".
 

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