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FOTO ARCHIVIO

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"Non insabbiarono esposti e denunce", gip archivia inchiesta su 13 magistrati

Il procedimento era stato avviato dopo una serie di querele da parte dell'avvocato Giuseppe Arnone. "Mal sopporta le decisioni giudiziarie a lui avverse anche se adottate nel pieno rispetto delle norme"

"Giuseppe Arnone mal sopporta le decisioni giudiziarie a lui avverse anche se adottate nel pieno rispetto delle norme. Questa insofferenza è tale da indurlo a interpretare ogni decisione a lui avversa in un'ottica complottistica che vedrebbe tutta la magistratura impegnata a perseguirlo".

Con queste motivazioni, il gip di Caltanissetta, Alessandra Maria Maira, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura, ha archiviato l'inchiesta su 13 magistrati - fra cui il procuratore Luigi Patronaggio, il suo vice Salvatore Vella e il presidente dei gip Francesco Provenzano - che sono o sono stati in servizio ad Agrigento, un giornalista ed un'avvocata agrigentina, aperta dopo denunce dell'avvocato Giuseppe Arnone.

Nei suoi esposti il professionista, prima sospeso e poi cancellato dall'Ordine, ricostruisce il Gip nel provvedimento, "riferendosi a episodi che lo hanno interessato, in maniera diretta o indiretta, ha censurato l'operato della magistratura che, a suo dire,avrebbe voluto insabbiare fatti estremamente gravi allo scopo di proteggere alcuni personaggi della politica o delle forze
dell'ordine o comunque ritenuti vicini alla magistratura, risultando al contrario estremamente solerte nel perseguire lo stesso Arnone per fatti a lui ascrivibili".

Nelle oltre 100 pagine del provvedimento di archiviazione il Gip ricostruisce gli episodi prima di accogliere la richiesta di archiviazione del procedimento, avanzata dal Pm, e rigettare l'opposizione proposta dall'avvocato Arnone attraverso il suo difensore Daniela Principato.

Nelle sue conclusioni il Gip, che ha accolto la richiesta del pm e dei difensori degli indagati (fra gli altri gli avvocati Daniela Posante, Giovanna Maria Craparo, Angelo Farruggia, Antonella Macaluso e Giovanni Di Giovanni) sottolinea l'importanza della "discrezionalità nell'esercizio delle funzioni giudiziarie, altrimenti - osserva - i privati potrebbero non accettare le decisioni dei giudici che si discostano dalle loro affermazioni teoriche". 

Arnone, in sostanza, in numerosi esposti, aveva denunciato l'insabbiamento di alcune sue denunce e un'attività di indagine indirizzata nella direzione di danneggiarlo. In alcuni singoli episodi denunciava anche di essere stato diffamato.

La replica di Arnone 

"Diventerà un libro di enorme successo il provvedimento con il quale il Gip di Caltanissetta, Alessandra Maira, ha archiviato le denunce dell'avv. Arnone sul malaffare al Palazzo di Giustizia di Agrigento. E sarà un libro nel contempo tragico e comico, che supererà il grande successo editoriale del libro di  Palamara e Sallusti". Lo afferma il legale di Peppe Arnone, l'avvocato Daniela Principato, in un nota, sostenendo che il Giudice per l'udienza preliminare ha "incredibilmente abrogato l'obbligatorietà dell'azione penale". "La dottoressa Maira - prosegue la nota del legale concordata con l'avvocato Arnone - ritiene lecito e normale, da parte dei Pubblici Ministeri, non iscrivere per tre anni nel registro degli indagati persone denunziate da carabinieri per estorsione, nonché non iscrivere mai persone denunziate sempre dall'Arma per gravi reati in danno di Arnone. A questo punto potremmo anche sciogliere l'Arma dei carabinieri. Dal Provvedimento del  Gip Maira - si legge ancora nella nota - viene fuori incredibilmente che le leggi vigenti in questo Paese consentirebbero ad un Gup, quale Franco Provenzano, di chiedere favori ad un avvocato, quale è Arnone, e quando questi (cioè Arnone) non concede il favore richiesto, lo si può mettere ingiustamente in carcere. Sarà un libro veramente interessantissimo, anche nelle parti dove il Gip Maira, per archiviare i favori di Patronaggio al sindaco Firetto, ribalta, come si fa con la frittata, ciò che aveva scritto un anno addietro, sempre in questo procedimento, il Gip Salvucci. A questo punto - prosegue la nota -la palla passa innanzitutto all'opinione pubblica e quindi al ministro che dovranno conoscere nel dettaglio in che misura nei Palazzi di Giustizia di Agrigento e di Caltanissetta si applicano gli stessi sistemi perfettamente descritti da Palamara e Sallusti". (ANSA).

(Aggiornato - con l'inserimento della replica - alle ore 19,20 del 18 febbraio 2021)

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