Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Morto dopo dimissioni dall'ospedale, la Procura avvia un'inchiesta: disposta autopsia

Il pm ordina l'acquisizione delle cartelle cliniche al San Giovanni di Dio e nella Rsa San Calogero dove era stato trasferito. "Le cause del decesso vanno accertate"

Sequestro di tutta la documentazione clinica e autopsia: la Procura della Repubblica, dopo l'esposto del legale nonchè tutore del cinquantaseienne C.C., apre un'inchiesta per accertare le cause della morte dell'uomo. Per il momento si indaga a carico di ignoti per l’ipotesi di omicidio colposo.

"Bisogna accertare se è stato curato in modo adeguato e se la morte si sarebbe potuta evitare con le accortezze della regola dell’arte medica adeguate al caso in esame".

Così l'avvocato Salvatore Pennica, con un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica, aveva chiesto di fare luce sul decesso di un 56enne agrigentino, morto dopo avere fatto la spola fra l'ospedale e una Residenza sanitaria assistita di Naro. Il legale chiede di accertare, in sostanza, se l'uomo sia stato dimesso in maniera frettolosa dalla struttura sanitaria che, peraltro, a causa dell'emergenza Covid ha dovuto riorganizzare e ridimensionare alcuni servizi, in particolare quelli erogati dal reparto di medicina.  

Il punto sottolineato da Pennica è che il cinquantenne, morto all'alba di domenica 20 dicembre al pronto soccorso, era stato ricoverato già un mese prima in ospedale ma era rientrato nella Rsa dove era ricoverato dopo essere stato dimesso. L'uomo, infatti, era stato nuovamente portato in ospedale per dei valori sospetti. 

"Mentre un medico dell'ospedale che lo aveva in cura aveva attivato le ricerche di una struttura per grandi obesi dove ricoverarlo - scrive il legale nell'esposto -, il paziente è morto. Era evidente la gravità della condizione fisica che lo esponeva in questo periodo a una sicura morte che doveva essere preventivata con la attivazione di tutte le precauzioni del caso".

Il legale ha sollecitato un'indagine sul caso chiedendo di disporre l'autopsia. Il pubblico ministero Cecilia Baravelli, titolare del procedimento, ha subito disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica che è stato eseguito dai carabinieri all'ospedale San Giovanni di Dio e nella Residenza sanitaria assistita San Calogero di Naro. Tuttavia le cause della morte, secondo quanto scrive il magistrato della Procura nel provvedimento, "vanno approfondite perchè il medico legale Alberto Alongi ha riferito di non potere ricostruire con esattezza l'iter che ha condotto alla morte col solo esame documentale".

E' stata, quindi, disposta, in un secondo momento, pure l'autopsia che sarà eseguita sia da Alongi che dal cardiologo Pietro Di Pasquale. L'incarico ai due consulenti sarà conferito domani pomeriggio, a seguire sarà eseguita l'autopsia al cimitero di Piano Gatta.

I familiari del cinquantaseienne sono stati indicati come "persone offese" e potranno partecipare agli accertamenti nominando propri consulenti.

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