Lunedì, 15 Luglio 2024
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Abbattimento di alcuni alberi di ficus, l’Ordine degli agronomi e dei dottori forestali: “Rimozione necessaria”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“L’abbattimento di alcuni alberi di ficus da parte dell’amministrazione comunale di Palma di Montechiaro è da ritenersi necessaria per garantire la sicurezza degli operai che stanno lavorando alla riqualificazione dell’area”.

A dirlo, in una nota, è il vicepresidente dell’Ordine degli Agronomi e dei dottori Forestali della provincia di Agrigento, Gero Barbera, che si è recato in questi giorni nella Città del Gattopardo appunto per approfondire la vicenda che tante polemiche ha suscitato anche in ambito politico. Barbera ha incontrato l’amministrazione comunale del sindaco Stefano Castellino, che ha fornito i chiarimenti necessari sul taglio di cinque esemplari tra quelli piantumati in piazza Matteotti, mentre altri cinque alberi sono stati espiantati e collocati in una zona che sarà oggetto di interventi di riqualificazione ambientale. Un intervento necessario considerati i danni che le piante stavano provocando alla pavimentazione.

Nel caso degli abbattimenti, invece, la scelta è stata condizionata da un problema di sicurezza pubblica: le radici delle piante si erano infatti intrecciate con la linea dell’alta tensione e questo avrebbe reso pericoloso gli interventi di espianto.

“Il taglio di un albero, se non motivato, è sempre un danno, non solo all'ambiente in questo caso urbano ma, alla sua intera collettività – spiega Barbera - Oggi più che mai, gli alberi e le piante in genere hanno nei loro vari ecosistemi un ruolo chiave e fondamentale non solo per la vita del nostro pianeta ma per la nostra stessa esistenza. In ambiente urbano, ancor di più: il verde urbano è sinonimo di cultura, di salubrità dell'aria (assorbe gli inquinanti e l'anidride carbonica responsabile del surriscaldamento termico del nostro pianeta), di ristoro (attenua le isole di calore), di prevenzione (allunga la durata dell'asfalto in quanto smorza le piogge battenti con la sua chioma), migliora l'umore umano, attira gli insetti pronubi e l'avifauna insomma, crea biodiversità che altro non è che il Dna di resistenza del nostro pianeta”.

Barbera evidenzia inoltre come “la cura del verde urbano debba essere affidata ai professionisti del settore, cioè gli agronomi, che devono saper decidere se lasciare, rimuovere o eliminare un soggetto vegetale con chiare e fondate motivazioni. Purtroppo, con mio grande rammarico, anche se la Legge prevede la presenza di questa fondamentale figura all'interno della compagine comunale, molte amministrazioni sono prive di queste figure professionali, con il risultato che la cura e la gestione del verde urbano sono lasciate in mano a personale non adeguatamente qualificato, che vede le piante non come un valore aggiunto sociale/collettivo ma come un problema da risolvere o eliminare”.

Come concordato con l'assessore comunale all'Agricoltura Rosario Provenzani, si piantumeranno, al posto dei ficus abbattuti, altre piante in modo da garantire una compensazione corrispondente al valore biologico ed ornamentale dei soggetti eliminati in linea con le nuove esigenze climatiche-ambientali ed in armonia con l'ambiente urbano.

“L’Ordine degli Agronomi – conclude il presidente Maria Giovanna Mangione – è presente non solo per tutelare la professione, ma anche per affermare la necessità delle buone prassi a tutela dell’ambiente, del verde e del nostro ecosistema”.

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