Mafia, spaccio, armi e sequestro di persona per estorsione: scatta l'operazione Kerkent: 32 arresti

La Dia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Dda: disarticolata un’associazione per delinquere con base operativa ad Agrigento e ramificazioni nel Palermitano e in Calabria. I carabinieri hanno bloccato due presunti fiancheggiatori del boss Antonio Massimino

La Dia sta eseguendo, fra Agrigento, Palermo, Trapani, Catania, Ragusa, Vibo Valentia e Parma, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Dda di Palermo, nei confronti di 32 persone ritenute responsabili di associazione mafiosa, partecipazione e concorso in associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento mediante incendio. All’operazione partecipano anche i carabinieri del comando provinciale di Agrigento che, nell’ambito dello stesso provvedimento, stanno eseguendo ulteriori 2 ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di due persone accusate di concorso in sequestro di persona e violenza sessuale, aggravata dal metodo mafioso.

"Sequestro di persona e violenza sessuale attuati per volontà del boss", arrestati i presunti fiancheggiatori di Massimino 

L’operazione Kerkent, coordinata dalla Procura Distrettuale antimafia di Palermo, ha permesso di disarticolare un’associazione per delinquere con base operativa ad Agrigento e ramificazioni, in particolare, nel palermitano ed in Calabria, dedita all’organizzazione sia degli aspetti operativi che di quelli logistici di un’intensa attività di traffico di sostanze stupefacenti, attraverso uno strutturato gruppo criminale armato. L’attività sarà illustrata nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 10 al Centro operativo di Palermo, alla presenza del direttore della Dia, generale di divisione Giuseppe Governale.

Destinatari della misura cautelare, firmata dal Gip su richiesta della Dda di Palermo, tra gli altri, anche Antonio Massimino, recentemente arrestato dai carabinieri per il possesso di un mini arsenale, il figlio Gerlando, James Burgio, Andrea Puntorno, Gabriele Miccichè e Marco Clemente.

I carabinieri reparto Operativo del comando provinciale di Agrigento, contestualmente all'operazione della Dia, hanno, in particolare, eseguito il provvedimento a carico di due presunti fiancheggiatori del boss di Agrigento Antonio Massimino che è ritenuto essere - da investigatori e inquirenti - l'attuale reggente della "famiglia" mafiosa di Agrigento. 

Operazione Kerkent, 32 arresti: in manette anche il capo ultras della Juventus

Il blitz, ordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, è stato eseguito da una ventina dicarabinieri, supportati da unità cinofile. Le accuse, a vario titolo, sono sequestro di persona e violenza sessuale, aggravati dal metodo mafioso. Ai domiciliari sono stati posti: Gabriele Micciché, 28 anni, di Agrigento, ritenuto braccio operativo del boss Massimino, e Salvatore Ganci, 45 anni, commerciante. Per il cinquantenne Antonio Massimino è scattata invece, alla casa circondariale dove è attualmente detenuto, la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di aver ordinato un sequestro di persona e di aver commesso una violenza sessuale.

Video - Operazione "Kerkent", la Dda di Palermo: "Il boss era pronto ad uccidere i bambini"

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