Venerdì, 24 Settembre 2021
Canicatti Canicattì

La salma Livatino resta a Canicattì, Tedesco: "Nessuna 'guerra' con la curia"

In questi giorni  si è sviluppato un ampio dibattito sulla paventata traslazione del corpo del giudice "ragazzino"

"Non c'è una guerra tra la comunità di Canicattì e la curia Arcivescovile".  A parlare così è il presidente del consiglio comunale, Alberto Tedesco. 

In questi giorni  si è sviluppato un ampio dibattito sulla paventata traslazione del corpo del giudice Rosario Livatino da Canicattì alla cattedrale di Agrigento, su cui anche il consiglio comunale di Canicattì, all'unanimità, ha espresso con fermezza la propria piena contrarietà.

"Questa notizia  - fa sapere Tedesco - ha determinato una vasta eco anche sulla stampa nazionale, che ha descritto una 'guerra' tra città, uno scontro tra Istituzioni locali e la curia Arcivescovile di Agrigento, il tutto nell'ambito di una di 'contesa' sulle spoglie mortali del Giudice Livatino. E' bene sottolineare - dice Tedesco - come non vi sia in atto alcuna 'guerr'" tra la comunità canicattinese e la curia Arcivescovile, circostanza che certamente offenderebbe la memoria di un Giudice che ha fatto in vita della serietà, della sobrietà e della riservatezza alcuni dei suoi tratti distintivi; vi è invece un sano e sereno confronto tra le legittime aspettative espresse dalla chiesa Cattolica e le ragioni e i sentimenti manifestati con forza dalla comunità canicattinese. Sono certo che Sua eminenza il Cardinale Montenegro, a cui sono rivolti la stima ed il rispetto di tutti i canicattinesi, nel prendere atto della volontà del consiglio comunale, dell'intera nostra comunità, saprà fare germogliare i semi del confronto e della condivisione, che è il modo più bello e luminoso per onorare la Memoria dell'Eroe civile e del futuro Beato Rosario Livatino".

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