"Fase 2", via libera al mercato alimentare: le regole per clienti e commercianti

Il sindaco: "Gli operatori del mercato dovranno attivarsi affinché sia mantenuto un adeguato spazio per l’attesa dei clienti a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro”

(foto ARCHIVIO)

Si riparte – o almeno ci si prova per quella che è la “fase 2” – anche a Porto Empedocle. Il sindaco Ida Carmina ha firmato l’ordinanza che, da giovedì, consente di poter riavviare il mercatino settimanale dei Grandi Lavori, ma solo per la vendita dei generi alimentari. Ida Carmina è stata, naturalmente, chiara nelle indicazioni date ai commercianti e ai propri concittadini: “E’ vietata ogni forma di assembramento; è obbligatorio rispettare il distanziamento interpersonale di almeno un metro sia all’interno che all’esterno dell’area del mercato; è fatto obbligo di indossare le mascherine - ha scritto il sindaco della città marinara – e di limitare la sosta, all’interno dell’area di mercato, per il tempo strettamente necessario agli acquisti”.

E’ stato prescritto, inoltre, che sarà “consentito l’ingresso al mercato ai soli operatori del settore alimentare assegnatari di posteggio con il vincolo, oltre che di indossare guanti e mascherina a copertura di naso e bocca, di allestire i banchi o le attrezzature da lavoro ad una distanza di almeno cinque metri gli uni dagli altri. Gli operatori del mercato dovranno attivarsi affinché sia mantenuto un adeguato spazio – ha proseguito il sindaco di Porto Empedocle nella sua ordinanza - per l’attesa dei clienti a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro”. Il provvedimento, ieri, è stato notificato a tutti gli operatori del mercato settimanale, alle organizzazioni sindacali di categoria, alla polizia municipale, a tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio comunale e, per conoscenza, al prefetto.

Era il 12 marzo scorso quando proprio il sindaco disponeva la sospensione del mercato settimanale del giovedì della zona “Grandi Lavori”. Un provvedimento che hanno siglato tutti i sindaci dell’Agrigentino, e non solo, per prevenire e contrastare la diffusione epidemiologica del Covid-19 attraverso una decisa riduzione delle occasioni di aggregazione sociale, prescrivendo appunto – il che è ancora in vigore – il divieto di ogni forma di assembramento. 

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