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(foto ARCHIVIO)

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Pagamenti alle aziende, che disastro: i comuni della provincia tra i peggiori per ritardi

Il 95% dei centri dell'Agrigentino non rispetta il limite dei 30 giorni, Confartigianato: "E' un danno per le imprese"

Per legge dovrebbero pagare le aziende a 30 giorni dall'emissione della fattura, ma i Comuni, tra difficoltà economiche e problemi gestionali, nel 90 per cento dei casi non rispettano tale limite e addirittura lo doppiano.

A riferirlo è uno studio della Confartigianato regionale, che assegna alla provincia di Agrigento la "maglia nera" insieme a Enna e Messina. Secondo il report i comuni delle 9 province siciliane pagano tutti oltre il limite di legge dei 30 giorni, con la nostra provincia e quella di Catania che si assestano su ben 54 giorni in media.

Rispetto alle province con quote più elevate di comuni che pagano oltre il limite di legge, quella di Agrigento è al secondo posto con il 95,3%, dopo Enna che segna un poco invidiabile 100%.

“Questi ritardi sono di particolare gravità nel pieno della crisi da pandemia e i tempi vanno necessariamente accorciati – dice Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Sicilia –. Troppi imprenditori non possono contare sulla certezza di vedersi saldate le fatture nei 30 giorni stabiliti dalla legge e quando i pagamenti vengono effettuati in maniera tardiva, le imprese soffrono enormemente. Più volte abbiamo sollecitato, anche con la nostra confederazione nazionale, la compensazione diretta e universale tra i debiti (fiscali e contributivi) e i crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione. Il ritardo dei pagamenti pone tante piccole imprese nella condizione di rinunciare a partecipare ai bandi pubblici per paura delle lungaggini e dei contenziosi”.

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