"Ha maltrattato la moglie incinta", giudicato per direttissima: rimesso in libertà

L'uomo, un licatese, era anche accusato di resistenza e minacce a pubblico ufficiale, ma queste due accuse sono cadute facendolo tornare libero

(foto ARCHIVIO)

Maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, violenza privata, violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale. Sono questi i reati che hanno portato a Licata all'arresto di un uomo, C. D., che avrebbe aggredito la moglie incinta.

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I fatti sarebbero iniziati in strada, nella città dell'Aquila, ma sarebbero poi proseguiti anche all'interno della Caserma dei carabinieri. L'uomo, difeso dall'avvocato Gaspare Lombardo, è stato giudicato per direttissima e ha visto cadere gli ultimi 2 capi di accusa, ottenendo così la libertà. La prossima udienza è prevista per l'11 settembre prossimo.

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