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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca

"Tre milioni utilizzati per finalità diverse", Firetto e Alesci citati dalla Corte dei conti

L'ex primo cittadino: "L'utilizzazione dei fondi è stata esclusivamente gestita dagli uffici. Tale attività, di competenza né del sindaco, né di altri amministratori, è proseguita anche nei mesi successivi alle mie dimissioni"

Tre milioni di euro - fondi erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti al Comune di Porto Empedocle - sarebbero stati utilizzati - secondo quanto riporta oggi dal quotidiano La Sicilia - per finalità diverse rispetto a quelle previste. E a questi soldi sarebbe in qualche modo collegata con la successiva dichiarazione di dissesto finanziario dell'ente. Sono finiti in giudizio - citati dalla Corte dei conti per un presunto caso di danno erariale - l'ex sindaco di Porto Empedocle, attuale primo cittadino di Agrigento, Lillo Firetto e l'allora dirigente finanziario Salvatore Alesci. 

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I fatti risalgono alla fine del 2015 quando l'allora collegio dei Revisori dei conti invia una relazione ai magistrati contabili nella quale rileva come le somme richieste dal Municipio allo Stato, per il 2014, sono stati utilizzati per coprire la cosiddetta "spesa corrente". I revisori dei conti sostennero che i circa 4 milioni di euro, richiesti per far fronte ai sospesi del 2012 e del 2013, vennero spesi per altro come il pagamento dello stipendio, e degli oneri previdenziali, degli impiegati. Furono, dunque, gli stessi revisori dei conti a chiedere di verificare il presunto danno erariale.

"Reputo l'azione della Procura della Corte dei Conti - ha scritto Lillo Firetto al quotidiano La Sicilia - doverosa avuto conto di una segnalazione ricevuta. Nel 2014, il Comune da me amministrato ha formulato due richieste di anticipazione alla Cassa Depositi e Prestiti. Mi sono limitato a sottoscrivere, assieme al dirigente proponente, le richieste. L'utilizzazione dei fondi è stata esclusivamente gestita dagli uffici. Tale attività, di competenza né del sindaco, né di altri amministratori, è proseguita anche nei mesi successivi alle mie dimissioni. Le contestazioni della Corte dei Conti attengono alle modalità concrete di impiego delle somme e il sindaco non ha avuto, né avrebbe potuto avere, alcun ruolo". 

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