Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Medicina trasfusionale, salvo l’appalto di fornitura: il Tar ha dato ragione all’Asp

Il braccio di ferro tra una multinazionale americana e l'azienda sanitaria provinciale per l'appalto multimilionario si è definitivamente concluso

Gli avvocati Giancarlo Pellegrino e Sandro Di Carlo

Il contenzioso è scaturito quando la multinazionale statunitense Abbott s.r.l. ha impugnato, con un ricorso patrocinato da cinque avvocati, la gara indetta dall’ASP di Agrigento per la fornitura di reagenti, attrezzatura sanitaria e materiali biomedici. Un appalto multimilionario che avrebbe  indubbiamente allettato molti operatori del settore. La Abbott, nota già nel 2020 per aver vinto la gara unica nazionale per la fornitura dei test sierologici bandita dal Governo Italiano, ha così impugnato il bando di gara affermando che l’ASP di Agrigento aveva scelto dei criteri discriminatori per favorire un altro concorrente: la Ortho-Clinical Diagnostics Italy s.r.l., pure chiamata in causa,  impedendo di fatto di partecipare alla gara.
L’Azienda Sanitaria di Agrigento, difesa dagli avvocati Giancarlo Pellegrino e Sandro Di Carlo, avendo peraltro già ottenuto due provvedimenti giudiziari favorevoli nella fase cautelare sia in primo che in secondo grado davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa, ha potuto proseguire con le operazioni di gara in attesa della sentenza definitiva.

Adesso questa sentenza mette fine alla battaglia giudiziaria: il TAR di Palermo, infatti, ha rigettato il ricorso della Abbott s.r.l. confermando la legittimità dell’operato dell’Azienda Sanitaria di Agrigento che ha potuto proseguire nella procedura di gara, oggi resa più difficoltosa per il distaccamento di personale medico ed amministrativo per la gestione della pandemia dovuta al Covid.
Gli avvocati Pellegrino e Di Carlo sono riusciti a dimostrare, da un lato, che la Abbott, avendo presentato la propria offerta per concorrere, non aveva interesse ad impugnare gli atti di gara poiché non avrebbe tratto alcun vantaggio. E dall’altro, che i criteri per la selezione, scelti dall’ASP di Agrigento, erano pienamente legittimi, corretti e non discriminatori.

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