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Sindacati agrigentini vs Mariella Lo Bello: «Molto rumore per nulla»

In molti forse non si saranno accorti, ma un "piccolo dramma" si è consumato pochi giorni fa e non sappiamo quali conseguenze stia avendo, nè se i sindacati si siano ripresi da quella che hanno accusato come una immane "offesa" ricevuta

Lei: «Non è mancato per me, io ero disponibile». Gli altri: «Non è così, sei stata "assente" per tre anni e quindi ce lo dovevi. Ricordati da dove vieni e quanto dovresti esserci riconoscente».

Sembrano le battute di una qualche commedia brillante. Sarebbe meglio lo fossero, in effetti: in realtà sono le sintesi estreme di un "batti e ribatti" che rivela le dure e contrapposte posizioni della vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello (sindacalista di nascita e politica "di adozione" e "da loro sostenuta", sembra tengano a precisare i sindacati) e delle organizzazioni confederali agrigentine.

In molti forse non si saranno accorti, ma un "piccolo dramma" si è consumato pochi giorni fa e non sappiamo quali conseguenze stia avendo, nè se i sindacati si siano ripresi da questa "immane offesa ricevuta".

Proprio alcuni giorni fa le massime sigle sindacali hanno divulgato una lettera aperta in cui ribadivano i problemi di varia natura (da quella occupazionale a quella di protezione civile) in cui versa la provincia, e nella quale chiedevano un incontro «in tono personale come si conviene a una "ex collega"» ma alla quale la Lo Bello ha risposto, convocandoli, in un "burocratese" poco gradito ai sindacalisti: aveva comunicato formalmente di voler incontrare al massimo 3 rappresentanti per ciascun sindacato e nelle sedi istituzionali.

Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto avrebbero preferito «una sede “neutra” (un albergo o una sede istituzionale) dentro cui convocare il nostro “gruppo dirigente ristretto" (i segretari generali di tutte le nostre categorie) - scrivono i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil -. Abbiamo deciso di non venire per la banalissima constatazione che noi pensavamo a qualcosa di veramente diverso! Pensavamo di potercelo "consentire” in ragione della vecchia comune appartenenza e, soprattutto, a parziale risarcimento per l’assenza di rapporto per questi tre anni. Ci auguriamo che abbia modo di riflettere e di cambiare atteggiamento, specie verso forze come le nostre che con grande difficoltà vogliono, fino in fondo, svolgere la loro parte in questa parte disgraziata del Paese», dicono con tono "risentito".

E' a questo punto che l'attuale assessore alle Attività produttive ha voluto sottolineare di rinuncare «alla polemica perché inutile, ma si prenda atto di una concreta occasione. Mancata non per mia responsabilità, ma per una decisione di Cgil, Cisl e Uil di Agrigento. Prendo atto della decisione sindacale che, dopo avermi chiesto un incontro e, dopo averlo ottenuto, lo hanno declinato».

La risposta non si è fatta attendere: Raso, Saia e Acquisto alzano le mani e declinano le "responsabilità", ribadendo che si sarebbero aspettati quasi un "gesto affettuoso" in risposta al loro "rimbrotto".

«Caro vice presidente, vorrebbe "mettere agli atti” che è mancato per noi, per le Organizzazioni sindacali se non si terrà il previsto incontro. Che strano! Noi (benedetta ingenuità!) ci aspettavamo che dicesse: “Cari compagni ed amici, mi dispiace essere stata fraintesa, dove ci dobbiamo incontrare? Io sono disponibile!" - scrivono piccati -. Prendiamo atto della “replica”, ma le chiediamo (visto che li ha convocati) di mantenere l’incontro con i direttori generali di Protezione civile, Programmazione europea, Attività produttive e Lavoro e di sottoporre loro le questioni che le abbiamo sottoposto, faccia una “sessione agrigentina” sulle questioni aperte», continuano facendo cenno delle "emergenze" locali quali Terme di Sciacca, cattedrale di Agrigento, Italkali, Settore pesca, Cupa, acqua e rifiuti, occupazione e povertà, così come di tanto altro.

Ma non risparmiano una "stoccata" sul finale: «Permane intatta la nostra disponibilità ad un confronto vero. Pensavamo che non avrebbe avuto nessun problema ad incontrarsi, con gli uomini e le donne del sindacato agrigentino verso cui è davvero innaturale che non provi quella riconoscenza per tutto quello che le ha dato in tutti questi anni. Deve sapere, lei e l’intero Governo, che su queste questioni non smetteremo di batterci per chiedere soluzioni; per chiedere lavoro e sviluppo per questo pezzo di Sicilia mortificato prima dalla cattiva politica ed ora dalla sua assenza e dalla sua inconsistenza». E qui non è chiaro se il riferimento fosse alla politica o alla stessa Lo Bello, ma lo si scoprirà, presumibilmente, nei prossimi scambi epistolari. Se dovessero seguirne.

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