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Tv locali agrigentine, revocate le "frequenze interferenti": reazioni della politica e dei sindacati

Diverse sono le reazioni in merito al provvedimento statale che dispone la revoca del diritto d'uso dello spettro a 20 emittenti locali. La decisione del Governo centrale è di "oscurare" alcune frequenze utilizzate da emittenti televisive, tra le quali le agrigentine "Agrigento tv", "Rmk tv", Tv Europa" e "Studio 98"

Diverse sono le reazioni in merito al provvedimento statale che dispone la revoca del diritto d’uso dello spettro a 20 emittenti locali, che potranno così accedere ai risarcimenti, le «misure economiche di natura compensativa». La decisione del Governo centrale di "oscurare" alcune frequenze utilizzate da emittenti televisive, tra le quali le agrigentine "Agrigento tv", "Rmk tv", Tv Europa" e "Studio 98", sarebbe motivata dal tentativo di «risolvere il problema delle interferenze con i Paesi confinanti per riportare l’Italia nella legittimità internazionale» dando «più certezze alla tv locali che intendono investire e crescere».

La società "Fra Diego la Matina", titolare di autorizzazione all’esercizio temporaneo del Ch35 Uhf per "Trs98", dovrà dismettere gli impianti e l’autorizzazione a suo tempo rilasciata verrà revocata. Dismissione degli impianti e indennizzo previsti anche per gli operatori di "Radio Monte Kronio", titolari del diritto d’uso del Ch28 Uhf. Allo stesso modo le frequenze saranno revocate per chi aveva un’autorizzazione temporanea a trasmettere sul canale 28, "Canale 8-Cinquestelle" e "Tv Europa", per le quali è in corso un contenzioso.

Il provvedimento del Mise ha già sollevato le prime proteste, come quella del sindaco di Ribera, Carmelo Pace, secondo cui «la decisione di revocare le frequenze a Tele Radio Monte Kronio e ad altre 19 emittenti siciliane, è sicuramente un provvedimento che va a ledere non solo il diritto all’informazione regolarmente acquisito dall’emittente, ma anche la vita di molti lavoratori che si vedrebbero togliere un lavoro conquistato con professionalità».

«Il settore della emittenza locale continua a essere bersagliato - scrivono Gero Tedesco, Gioacchino Schicchi e Dario Broccio di Assostampa Agrigento -. Se non bastasse la profondissima crisi nella quale sono piombate gran parte delle tv dell'Isola, provocata dall'assenza di trasferimenti pubblici e la più complessiva carenza di risorse private, adesso è lo Stato a stabilire che 20 televisioni, tra le quali le agrigentine "Agrigento tv", "Rmk tv", "Tv Europa" e "Studio 98", dovranno lasciare le frequenze individuate come 'interferenti' con quelle maltesi.

Una decisione che, sebbene in molti casi non fermerà l'attività svolta dalle emittenti, non tiene comunque conto dell'importanza che le stesse rivestono per il territorio.
Nell'auspicare che, a livello nazionale, si possa trovare una soluzione che salvaguardi i lavoratori e gli editori, non possiamo che esprimere il nostro disappunto rispetto al danno che anche il nostro territorio ne potrebbe avere in termini di impoverimento del dibattito democratico, di perdita di posti di lavoro e a scapito della pluralità dell'informazione. A tutti i colleghi e agli operatori della comunicazione va la nostra solidarietà per questa, ennesima, dura prova
».

Contrari al provvedimento anche i rappresentanti del Movimento 5 stelle alla Regione siciliana, con il consigliere Matteo Mangiacavallo che invita le tv a «non mollare, perchè il diritto ad una informazione libera passa per tutte quelle piccole realtà che riescono a sopravvivere senza piegarsi ai poteri forti» e propone, per trovare una soluzione che scongiuri la chiusura delle emittenti locali, di «rivedere tutti quegli spazi sovradimensionati assegnati, ad esempio, a tutte le aziende di portata nazionale che attualmente non vengono utilizzati. Ma ancor prima andavano contestate e verificate le presunte 'interferenze' denunciate dai Paesi limitrofi».

Solidarietà anche da parte di Cgil Agrigento. «Alla crisi che investe in generale le tv locali, specie di una provincia povera come la nostra, e di cui abbiamo i segnali più evidenti nei recenti licenziamenti a Tva ma anche nel ricorso agli “ammortizzatori sociali” di altre emittenti, adesso dobbiamo sommare la notizia davvero sconvolgente che investe Agrigento tv, Rmk tv, Tv Europa e Studio98», ha dichiarato il segretario generale Massimo Raso che aggiunge:
«Riteniamo davvero assurdo e grave che il Governo possa tranquillamente appena poco tempo dopo l’assegnazione delle frequenze pagate a peso d’oro accorgersi che alcune di queste interferiscono con altri canali e procedere alla revoca dell’assegnazione. Il tutto senza preoccuparsi delle conseguenze e non trovando soluzioni alternative. Il sindacato è vicino ai lavoratori e si appella alla Deputazione nazionale affinché intervenga con urgenza per trovare un rimedio a questa assurda situazione».

E' intervenuto anche il Distretto turistico "Valle dei Templi" attraverso il suo amministratore, Gaetano Pendolino: «La beffa che stanno subendo alcune emittenti televisive locali agrigentine, private di un diritto, regolarmente acquisito e a fronte di investimenti non indifferenti, si aggiunge ad una generale situazione di disagio economico che sta mettendo a rischio un altro diritto, quello della libertà e della pluralità dell'informazione. In una terra in cui il concetto stesso di sviluppo è stato per troppo tempo frenato da una condizione di arretratezza culturale, i presupposti della crescita sono minati nelle sue fondamenta. All'applicazione di un giustificato provvedimento occorre che si individuino anche le soluzioni per non ledere chi non ha responsabilità alcuna ed anzi, malgrado ogni difficoltà, continua oggi ad assicurare un servizio alla collettività».

Anche il sindaco di Racalmuto, Emilio Messana, è intervenuto sulla vicenda scrivendo una lettera aperta alla Deputazione agrigentina, nella quale sottolinea come «le televisioni locali svolgono una funzione fondamentale per la crescita delle nostre comunità. E' un paradosso - dice Messana -: rischiano di chiudere perché troppo potenti i loro segnali, ma le frequenze per il digitale terrestre sono state assegnate proprio dallo Stato e spesso al termine di grandi lotte e battaglie, che ricordano l'epopea biblica di Davide contro Golia. L'allarme lanciato dagli operatori dell'informazione della nostra provincia sia raccolto e rilanciato in tutte le sedi e portato all'attenzione del Governo nazionale, perché trovi un rimedio».

Da Ribera attestazioni di solidarietà anche dai consiglieri Montalbano e Vassallo: «Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Massimo D'Antoni, presidente di Rmk, ed a tutti i dipendenti della storica emittente televisiva saccense. E' profondamente ingiusto che un provvedimento governativo rischi di mettere il bavaglio ad una voce libera che da 40 anni garantisce una informazione indipendente e capillare in un territorio difficile come il nostro. Auspichiamo che i parlamentari nazionali, eletti nel nostro territorio, facciano sentire la propria voce a tutela della nostra comunità, mettendo da parte le logiche partitiche. Tutelare la pluralità dell'informazione locale significa salvaguardare la democrazia».

"Le emittenti agrigentine Tele Radio Studio 98, Agrigento Tv, Radio Monte Kronio e Tv Europa, che rischiano seriamente di essere oscurate insieme ad altre 16 tv siciliane, per una delibera del Ministero dello Sviluppo Ecomomico che le vorrebbe rottamare a causa delle frequenze interferenti con Paesi confinanti, devono essere assolutamente salvate". E' questo l'appello del segretario nazionale del Sindacato Autonomno Giornalisti Iatliani, Nino Randisi per il quale "la ventilata soppressione di queste voci libere nel nostro panorama giornalistico, significa anche l'ulteriore cancellazione di posti di lavoro e  quindi nuovi disoccupati nel mondo dell'informazione. L'editoria siciliana e quella agrigentina- conclude Randisi- è già in crisi da tempo e tutto ciò sarebbe una vera e propria mazzata. Pertanto, come sindacato, a Roma chiederemo un incontro con il sottosegretario Giacomelli, per porre rimedio alla situazione che a livelllo nazionale rigiuarda oltre 120 emittenti. Nel frattempo, nel caso del territorio agrigento, invitiamo i deputati locali dei vari gruppi presenti in Parlamento ad intervenire in modo risolutivo".

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