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Neonato morto dopo il parto per problemi respiratori: spunta terzo imputato

Dal supplemento di indagine disposto dal gup Francesco Provenzano, emerge l'ipotetica responsabilità di un altro medico: l'udienza preliminare per la morte del piccolo Francesco, figlio di una coppia di ravanusani, avvenuta il 6 marzo del 2017, viene congelata fino al 7 maggio

Dal supplemento di indagine disposto dal gup Francesco Provenzano, emerge l'ipotetica responsabilità di un altro medico: l'udienza preliminare per la morte del piccolo Francesco, figlio di una coppia di ravanusani, avvenuta il 6 marzo del 2017, viene congelata fino al 7 maggio perchè ai due imputati, nei cui confronti il pubblico ministero Elenia Manno ha già chiesto il rinvio a giudizio, se ne aggiungerà un terzo.

La Procura ipotizza lo svolgimento di esami diagnostici in ritardo di quasi due ore e il mancato intervento subito dopo il parto: la negligenza operativa, secondo l’accusa, avrebbe provocato la morte del neonato, poche ore dopo la nascita, avvenuta all'ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio, per l'accusa di omicidio colposo, nei confronti di Maria Favata, 62 anni, pediatra e Stefano Attardo, 64 anni, medico neonatologo, entrambi in servizio nella stessa struttura. Il magistrato della Procura ritiene che i due medici abbiano agito con "grave negligenza consistita nel ritardare l'esame emogasanalitico" sul bimbo che, subito dopo la nascita presentava dei problemi respiratori.

I genitori si sono costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Ignazio Valenza. Ai due imputati, difesi dagli avvocati Salvatore Manganello ed Eduardo Cirino, se ne aggiungerà un terzo. All'udienza precedente il gup aveva indicato al pm sette nuovi aspetti su cui indagare finalizzati anche a individuare altri responsabili. 

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