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"Liberare la bellezza": un processo virtuoso per la Scala dei Turchi

Il lavoro che ha portato alla presentazione della candidatura, ad opera del Comune di Realmonte con la collaborazione di Fai e Cupa, è stata un'avventura intrisa di valori pluridisciplinari connotata dalla sinergia tra associazioni

Il prefetto, Nicola Diomede, ha incontrato Giuseppe Taibi, capo delegazione Fai (Fondo Ambiente Italiano) di Agrigento, Calogero Zicari, sindaco del comune di Realmonte, Valeria Scavone del Dipartimento di architettura dell'università degli studi di Palermo e il team di giovani laureati in architettura ad Agrigento (Consorzio Universitario della Provincia Agrigento presieduto da Gaetano Armao) composto da Simona Augello, Giuliana Giambrone, Javier Reyes Batista, Umberto Sciascia, Elisa Tirrito e Danilo Mistretta. 

L’obiettivo è quello di conoscere le fasi di elaborazione della candidatura alla selezione italiana per il premio del paesaggio del Consiglio d’Europa di “Liberare la bellezza: un processo virtuoso per il paesaggio della Scala dei Turchi”.

Il lavoro che ha portato alla presentazione della candidatura, ad opera del Comune di Realmonte con la collaborazione di Fai e Cupa, è stata un’avventura intrisa di valori pluridisciplinari connotata dalla sinergia tra associazioni, istituzioni e giovani professionisti, aventi in comune una particolare attenzione per la conoscenza, tutela e valorizzazione del proprio territorio.

Il progetto, cui è stato dato emblematicamente il nome "Liberare la bellezza", è un processo lungo che vede protagonista la Scala dei Turchi, monumento segnalato in negativo nel 2008 tra i Luoghi del Cuore Fai per l’ecomostro che vi insisteva da quando Legambiente ha bloccato la realizzazione di un albergo (1992). Una battaglia giudiziaria, con il Fai costituito nei processi e pronto a finanziare l'operazione di ripristino dei luoghi , porta nel 2013 all’abbattimento dell'ecomostro sulla spiaggia e al dirottamento della somma stanziata dal Fai e banca Intesa per la demolizione del secondo ecomostro, a picco sulla scogliera, e per la realizzazione di un belvedere. Tale doppio risultato ha visto l’interessamento del Comune di Realmonte, della Procura di Agrigento, del Fai, di Legambiente, della prefettura di Agrigento, della Soprintendenza e, soprattutto, di un consistente numero di cittadini. Associazioni e istituzioni insieme a difesa del territorio.

Il processo di “liberazione della bellezza”, oggi avviato e presentato per il premio Europeo del Paesaggio, continuerà con la candidatura nella lista Unesco e con un concorso di idee per la riqualificazione in chiave sostenibile dell'area.
 

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