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Costruzione del porto turistico di Licata, respinti tre ricorsi al Tar

Si trattava di singole iniziative legali collegate alla concessione di terreni e immobili

Costruzione del porto turistico di Licata, il Tar respinge tre ricorsi rispetto alla revoca della concessione demaniale ma si tratta, in questa fase, solamente di un passaggio intermedio rispetto alla complessa vicenda.

Nel dettaglio, i giudici amministrativi hanno ritenuto non fondato i ricorsi proposti da tre diversi legali per tre distinti aspetti connessi però alla realizzazione dell’opera, a partire dalla concessione di un’area demaniale di oltre 500 mila metri quadri dei quali oltre 250mila di specchio acqueo oltre che di alcune strutture da destinare successivamente ad edifici a servizio del porto.

Secondo il Tar il privato, nell’avviare le procedure di trasferimento del patrimonio immobiliare e demaniale, non aveva, però, “dato nessuna comunicazione all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, il quale aveva già più volte contestato il mancato pagamento del canone, prospettando la possibilità della declaratoria di decadenza ex art. 47 del codice della navigazione”. La ricorrente, (anzi, le ricorrenti) “al fine di tutelare la propria posizione giuridica avrebbero invece dovuto attivare i rimedi civilistici o dispiegare un intervento ad adiuvandum nella causa promossa dalla concessionaria”. I ricorsi sono stati quindi dichiarati inammissibili per difetto di legittimazione attiva. Non è comunque, come dicevamo, la parola “fine” della vicenda, stante che oggi si è in attesa di un ricorso principale il cui accoglimento avrebbe un effetto caducante rispetto a queste ultime vicende. Di recente i giudici avevano già accolto tra l’altro la richiesta di riquantificazione dei canoni.

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