Stazione marittima per rilanciare il turismo crocieristico, Firetto a Palermo

Il sindaco vuole provare a fare in modo che si sfondi veramente il tetto di un milione di presenze annue alla Valle dei Templi

Era l’ottobre del 2007 quando - a Porto Empedocle ma anche ad Agrigento: in Prefettura dove venne, allora, presentato il piano triennale delle opere marittime 2007-2009 – si parlava di completamento del dragaggio, della realizzazione di una nuova stazione marittima e dello sporgente di ponente per razionalizzare gli spazi, ma anche della ristrutturazione dell’edificio demaniale per offrire servizi mai resi a chi arriva o parte. Allora si sognava che, entro il 2009, lo scalo marittimo di Porto Empedocle divenisse una delle migliori strutture del Sud Italia. Un porto avveniristico e funzionale, capace di ospitare le navi da crociera per far crescere il turismo e soddisfare le esigenze dei passeggeri. Se ne parlava però anche, ancora, nel marzo del 2013. Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, già capo dell’amministrazione di Porto Empedocle per due mandati consecutivi, ha incontrato prima l'autorità portuale Empedoclina e poi, a Palermo, l'autorità di sistema. “Continuo a vigilare perché la stazione marittima diventi realtà e perché tornino le navi da crociera. Agrigento deve rientrare nei circuiti del turismo crocieristico nel Mediterraneo". Firetto, di fatto, vuole provare a fare in modo – portando i turisti del settore crocieristico – che si sfondi veramente quel tetto di un milione di presenze annue alla Valle dei Templi. “L’autorità di sistema – ha spiegato, ieri, il sindaco di Agrigento – mi ha parlato di un incarico di progettazione per la stazione marittima. Il progetto, e non solo, c’era però già quando ero sindaco io”.

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"Porto Empedocle è un porto aperto, accogliente" -  ha detto Andrea Camilleri a “Che tempo che fa”, commentando le reazioni all'ultimo episodio del Commissario Montalbano. “Ha ragione Camilleri, questa è storia, storia di accoglienza. Come storia è il risorgere del porto con l'arrivo delle navi da crociera, la progettazione per la nuova stazione marittima, la rinascita e il recupero del decoro urbano tutt'intorno dalla Torre Carlo V alla via Roma, la bonifica dell'area Montedison, il progetto del Lungomare – ha detto, ieri, Firetto - . Anche questa è storia. Oggi guardo con preoccupazione al futuro del porto di Girgenti, al suo potenziamento e al decoro di una realtà che serve alla crescita di un vasto territorio. La politica non ha alibi per ben amministrare – Firetto lancia il sassolino - dopo aver archiviato il passato dichiarando il dissesto: un azzardo dai fini populistici totalmente immotivato intriso di accuse di responsabilità smentite da sentenze di giudici contabili . Nella qualità di sindaco di Agrigento, che con Porto Empedocle ha comuni radici storiche, poiché le sorti del porto e della città di Porto Empedocle sono strettamente connesse in termini di sviluppo, ho incontrato l'autorità portuale e poi a Palermo l'autorità di sistema. Continuo a vigilare perché la stazione marittima diventi realtà e perché tornino le navi da crociera".

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