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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Porto Empedocle

Sciopero "selvaggio" dei netturbini, raccolta dei rifiuti ferma per ritardi negli stipendi

Anche domani, i netturbini sono intenzionati a restare fermi. L'amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi: "Il Comune ha un arretrato con le imprese di diversi mesi. L'ultima fattura pagata risale a gennaio"

E' sciopero selvaggio a Porto Empedocle dove gli operatori ecologici della "Realmarina", da oggi hanno deciso di non lavorare per protesta contro i ritardi nei pagamenti dei loro stipendi.

In realtà, uno sciopero, autorizzato ed organizzato dalla Fit Cisl, si era svolto sabato scorso ma i lavoratori, hanno deciso di andare avanti perchè non hanno ricevuto alcuna rassicurazione o apertura in merito da parte degli uffici comunali competenti. “Un silenzio quello che arriva dalle istituzioni – spiegano i sindacalisti Cisl Umberto Nero e Mario Stagno – che sta mettendo a dura prova la pazienza di questi operatori ecologici già provati da sei mesi di ritardi dei loro sacrosanti stipendi. E' una cosa che non si può più tollerare e per questo chiediamo al sindaco Ida Carmina di fare in fretta a trovare i soldi necessari per pagare almeno due stipendi, condizione senza la quale gli operai non hanno intenzione di tornare al lavoro”.

Stamattina e verosimilmente anche domani, gli operai si sono riuniti nell'area dell'isola ecologica comunale senza effettuare la raccolta differenziata prevista dal calendario. “Al momento – spiega Giancarlo Alongi, amministratore delegato di Iseda, impresa capofila di 'Realmarina' - il Comune di Porto Empedocle ha un arretrato con le imprese di diversi mesi. L'ultima fattura pagata per servizi da noi resi, risale infatti a gennaio 2017 mentre alcuni operatori ecologici devono riscuotere gli stipendi di marzo, aprile e maggio del 2017, luglio e agosto dell'anno in corso quando l'appalto è passato alla 'Realmarina'. Nel corso dell'ultimo incontro svoltosi fra le parti in Prefettura – ricorda Alongi – avevamo fatto presente di avere già anticipato due mensilità ai lavoratori come da contratto, inoltre abbiamo dovuto fare dei forti  investimenti per l'acquisto di attrezzature e mezzi per l'avvio della raccolta differenziata. In quella circostanza, il sindacato ci aveva chiesto di anticipare ulteriori tre mensilità nell'attesa che il Comune pagasse altre fatture arretrate. Una cosa in questo momento impossibile per noi perchè non abbiamo un pozzo inesauribile dove attingere liquidità di questa portata”.

Un vertenza, dunque che si annuncia lunga e complessa. “L'amministrazione con il sindaco e l'assessore al Bilancio Urso  - conclude Umberto Nero – nel corso dell'ultima riunione in Prefettura, si era impegnata a fornirci alcune notizie per quanto concerne il pagamento della fatture arretrate ma anche su questo aspetto non abbiamo avuto alcun riscontro verbale o ufficiale”.

"Lo scorso 10 settembre - ha spiegato e replicato il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina - il Comune aveva pagato 208 mila euro. Non pare che ci abbiano accordato l'anticipazione di cassa. Abbiamo pagato, continueremo a farlo. Ma abbiamo trovato una voragine e non è affatto semplice fronteggiare il pregresso".  

 

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