Strade danneggiate, case con tetti scoperchiati, frane a non finire: Porto Empedocle chiede lo stato di calamità

I vigili del fuoco anche stanotte sono tornati in città: in via Generale Caviglia ci sono delle case che preoccupano. Le forti piogge hanno aggravato l'emergenza costoni

(foto ARCHIVIO)

Si temono cedimenti o peggio ancora crolli. I vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento sono tornati, stanotte, a Porto Empedocle: in via Generale Caviglia per la precisione. Alcuni immobili sono stati ispezionati per verificare se effettivamente vi siano o meno dei rischi. La città è uscita malconcia dall'ultima, violenta, ondata di maltempo. Ci sono i costoni: quello di via Lincoln, quello di contrada Ciuccafa e perfino uno in via Garibaldi che mostrano tutti i segni della loro precarietà, uno stato di fatto aggravato con le ultimissime piogge, e ci sono abitazioni danneggiate in maniera più o meno importante. La giunta municipale - fatta una precisa conta dei danni - ha deliberato dunque la richiesta di calamità naturale sull'intero territorio di Porto Empedocle. 

"Si ritiene che l'evento calamitoso verificatosi assuma rilievo ai fini dell'adozione, da parte delle autorità competenti, delle misure previste anche di carattere economico, a titolo di indennizzo per i danni subiti, - hanno scritto dall'Esecutivo, sindaco Ida Carmina in testa, - e per rimuovere gli ostacoli per la ripresa delle normali condizioni di vita nelle aree colpite". Non soltanto Licata è dunque in ginocchio, ma anche Porto Empedocle.

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"Si sono determinati fenomeno di dissesto idrogeologico che hanno prodotto gravi danni alla viabilità comunale ed extraurbana, danneggiamenti di opere idrauliche lungo i corsi d'acqua - è stato spiegato nella richiesta di calamità naturale -, infiltrazioni d'acqua piovana negli edifici pubblici: soprattutto in diverse scuole dove sono impraticabili alcune aule, nonché danni ad immobili privati e ad attività commerciali ed allagamenti diffusi all'interno del centro abitato coinvolto anche dalle mareggiate". 

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"I temporali e le forti raffiche di vento, assieme alle mareggiate, hanno determinato - prosegue la delibera di Giunta, con la quale si chiede il riconoscimento dello stato di calamità, - alberi sradicati che hanno interrotto la circolazione stradale, abitazioni con tetti scoperchiati, crollo di parte di un'abitazione, montagne di detriti su strade comunali e provinciali, insegne commerciali e segnaletica stradale distrutte, aggravamento delle frane esistenti e danni irreparabili per la produzione agricola".

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