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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Il provvedimento / Palma di Montechiaro

Uccise il cugino dopo litigio e poi fu arrestato per armi: palmese torna in carcere

Giuseppe Azzarello, 70 anni, deve scontare una pena di 3 anni, 5 mesi e 6 giorni di reclusione: nel 2005 si era scontrato con tanto di pistola con Alfonso Morgana. Dopo una condanna a 16 anni gli era stata riconosciuta la legittima difesa

Giuseppe Azzarello, 70 anni, coinvolto in passato nell'omicidio del cugino della moglie per il quale aveva rimediato una condanna a 16 anni di carcere, annullata dopo 4 processi, torna in carcere. Il pubblico ministero Cecilia Baravelli ha firmato l'ordine di esecuzione che lo porterà a scontare in cella una pena di 3 anni, 5 mesi e 6 giorni di reclusione.

L'anziano, che nel corso del procedimento al tribunale di sorveglianza è stato assistito dagli avvocati Salvatore Pennica e Teresa Balsamo, stava scontando una condanna per armi in regime di detenzione domiciliare ma una nuova sentenza che lo riconosceva colpevole è diventata definitiva ed è stato revocato il beneficio. La vicenda per la quale torna in cella è relativa ad un arresto scattato nel 2019 ad opera dei carabinieri che hanno trovato nella sua abitazione armi e munizioni. I militari si erano insospettiti per alcuni movimenti anomali all'interno della sua abitazione di contrada Petrusa e decisero di intervenire. Dopo alcuni appostamenti, svolti con personale in borghese, fecero scattare il blitz.

L'operazione consentì di scoprire, occultati nel sottotetto, un fucile calibro 12 risultato oggetto di furto avvenuto circa 35 anni prima, nonché un centinaio circa di cartucce, una pistola a salve e sei coltelli a serramanico. L'accusa, per la quale in un primo momento era stato posto agli arresti domiciliari, era di detenzione illegale di armi e munizioni e ricettazione. Questa e un’altra condanna sono adesso diventate definitive. Il nome di Azzarello e la sua famiglia sono legati a una serie di storie di sangue. A partire dallo stesso settantenne che, nel 2005, uccise il cugino della moglie Alfonso Morgana, 65enne, con un colpo di pistola a seguito di alcuni litigi di natura familiare. 

Azzarello, il giorno dell'omicidio, aveva ricevuto la "visita" di Morgana che, in evidente stato di esagitazione, gli aveva rivolto ingiurie e accuse in merito al modo in cui trattava la moglie. Poi la lite era continuata in strada dove i due uomini si sfidarono con le armi, con Morgana che aveva avuto la peggio. I giudici in primo e secondo grado decisero per la colpevolezza di Azzarello, ma la Cassazione annullò la sentenza disponendo un nuovo processo d’appello, in cui ad Azzarello era stata riconosciuta la legittima difesa e dunque l’assoluzione. Il 22 agosto del 2017 è stato ucciso il figlio Salvatore Azzarello nell'ambito di una faida fra due gruppi contrapposti legata a un banale furto di mezzi agricoli. 

Nove anni più tardi, un altro omicidio ha interessato la famiglia Azzarello. Stavolta a sparare è stato Angelo Azzarello, cugino della vittima di ieri. All’epoca dei fatti 24enne, uccise la fidanzata Alina Condurache, 20enne residente di Naro, che aveva deciso di lasciarlo. Per quel delitto, Angello Azzarello è stato condannato a 17 anni.

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