Cronaca

Operazione "Criminal drinks", rimessi in libertà i due agrigentini

Per il Gip, non ci sono gravi indizi per ritenere che i due indagati di Favara e Campobello facessero parte dell'associazione transnazionale che creava depositi fiscali fittizi e gestiva un illecito traffico di prodotti alcolici

Un momento della conferenza stampa

Non ci sono gravi indizi per ritenere che i due indagati di Favara e Campobello di Licata facessero parte dell'associazione transnazionale che creava depositi fiscali fittizi e gestiva un illecito traffico di prodotti alcolici. Questa la decisione del Gip del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, che - chiamato a decidere sulla convalida dei fermi dell'operazione "Criminal drinks" - ha rimesso in libertà Antonio Crapanzano, 54 anni, di Favara, e l’operatore informatico Thomas Magrì, 43 anni, di Campobello di Licata. Il fermo non è stato dunque convalidato

I due, durante l'interrogatorio, avevano già respinto le accuse. L’operazione, con diciotto fermi (di cui due non eseguiti), è scattata fra venerdì e sabato in mezza Italia. Il provvedimento firmato dal procuratore Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal pubblico ministero Andrea Maggioni, ha disarticolato una presunta banda che avrebbe messo in piedi una colossale frode da 70 milioni di euro attraverso la creazione di falsi depositi fiscali di alcolici.  

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