Bracciante ucciso a colpi di zappa, ultime arringhe prima del verdetto: "Imputata non c'entra con l'omicidio"

La difesa di Anisoara Lupascu replica al pm che aveva chiesto 25 anni di carcere: "Non ha partecipato all'agguato"

Constantin Lupascu

"L'indagine è stata piena di lacune che non sono state colmate neppure in dibattimento, si è dato credito solo alla versione della moglie della vittima senza sentire testimoni chiave, fra cui l'anziano di 78 anni che aveva assistito alla lite chiamando i carabinieri".

L'avvocato Diego Giarratana replica così alla requisitoria del pm Emiliana Busto che, all'udienza precedente, aveva chiesto venticinque anni di reclusione per le accuse di omicidio e tentato omicidio facendo cadere le due aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.

Il processo, davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato con a latere Alessandro Quattrocchi, è quello per l'omicidio del bracciante agricolo trentasettenne Pinau Constantin, massacrato a colpi di zappa e bastone davanti alla sua abitazione di Naro l'8 luglio del 2018. In questo stralcio del processo l'unica imputata è Anisoara Lupascu, 39 anni, accusata dell'omicidio insieme al marito Vasile Lupascu, 45 anni, e al loro figlio Vladut Vasile Lupascu, 20 anni, condannati a 30 anni nel troncone abbreviato: il giudice, ha riqualificato da tentato omicidio a lesioni l'accusa per entrambi in relazione all'aggressione ai danni della moglie di Constantin.

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L'agguato sarebbe avvenuto mentre Costantin, insieme alla moglie, rimasta pure ferita nel tentativo di difendere il marito, e al figlio, stava rientrando a casa dopo un battesimo. L'omicidio, come accertato dai numerosi testimoni sentiti al processo, fu preceduto da continui litigi e aggressioni reciproche.

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