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Chiara La Mendola, a sinistra lo scooter della ragazza dopo l'incidente

Chiara La Mendola, a sinistra lo scooter della ragazza dopo l'incidente

"I soldi per riparare le buche c'erano", morte di Chiara La Mendola: ecco i motivi delle condanne

Il giudice Giuseppe Miceli ha depositato le motivazioni la sentenza del processo a carico del dirigente del Comune Giuseppe Principato e del funzionario Gaspare Triassi

“Al di là della fin troppo dichiarata mancanza di fondi, il Comune di Agrigento disponeva comunque di quelli necessari, oltre che del personale, della struttura e dei mezzi, per compiere quanto meno i piccoli lavori di manutenzione ordinaria, quali la copertura di una buca sull’asfalto o quanto meno anche solo, appunto, per segnalare l’insidia agli utenti della strada”.

Morta per colpa del Comune, due condanne

Il giudice Giuseppe Miceli, che lo scorso 12 luglio ha condannato a un anno di reclusione per omicidio colposo il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento Giuseppe Principato e il responsabile del servizio di viabilità Gaspare Triassi, ha depositato le motivazioni della sentenza. I difensori (gli avvocati Maria Antonella Cimino, Antonino Manto e Giuseppe Scozzari) potranno appellare il verdetto del processo con cui sono stati riconosciuti colpevoli della morte della ventiquattrenne Chiara La Mendola, a causa di un incidente, avvenuto il 30 dicembre del 2013 al viale Cavaleri Magazzeni.

La ragazza, secondo quanto ha accertato il processo, avrebbe perso il controllo del suo scooter Scarabeo per colpa della buca perdendone il controllo e finendo sotto le ruote di un’auto che proveniva dalla direzione opposta. 

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