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Mandorlo in fiore, è tempo di bilanci: "Edizione dei grandi numeri, ora serve l'unità"

Il consulente a titolo gratuito del Comune fa il punto dopo i giorni della festa: "Abbiamo dimostrato che conta solo il folk"

Mandorlo in Fiore 2023, messa in archivio l'edizione terminata a metà marzo, è il momento di fare un bilancio e comprendere cosa è andato storto e cosa, invece, ha funzionato.

A vedere il bicchiere ben più di mezzo pieno è Giovanni Di Maida, che del Festival è stato direttore artistico su incarico del sindaco Franco Miccichè. 

Di Maida, partiamo dai soldi: è stata un Festival fatto relativamente con poco.. Quindi, a conti fatti, si può fare?

"Abbiamo dimostrato che, alla fine, premia il folk. Le manifestazioni collaterali certamente sono un bene, ma se le fai o non lo fai non se ne accorge nessuno. Il Mandorlo quest'anno si è confermato uno dei Festival più importanti al mondo per numero di performers partecipanti, toccando anche un record rispetto alle ultime edizioni: 33 gruppi contro i 17 del 201 o i 23 del 2021".

Ma ci vuole spiegare questa storia del maxi contributo della Regione? A gennaio si parlava di oltre un milione di euro per Agrigento, poi è esploso il caso Cannes..

"Guardi, è vero che erano stati stanziati molti più fondi di quelli che oggi sono stati impegnati in primis dalla Regione, ma riguardavano una lunga stagione di eventi che sarebbe dovuta partire a febbraio per concludersi ad aprile. Una lunga 'Primavera agrigentina' che è saltata per una questione di tempi. Febbraio è un mese in cui non puoi più prevedere nulla, date le condizioni meteo".

I dati di pubblico sono stati certamente imponenti, ma qualcuno sostiene che a vincere è stata la voglia delle persone di partecipare ad eventi, dopo la lunga fase del Covid. Insomma, sarebbe stato un successo a prescindere?

"Non sono d'accordo: la gente è venuta ad Agrigento perché la promozione è stata massiccia soprattutto in provincia di Catania sfruttando i circuiti dei grandi carnevali. A questo si sono aggiunti dei cartelli stradali nelle città capoluogo della Sicilia e nelle zone vicine agli aeroporti. Questo ci ha permesso di registrare importanti arrivi da Catania, Messina e Siracusa".

E' mancata però certamente una comunicazione "interna" e, soprattutto, si sono registrati molti episodi di confusione da parte degli spettatori rispetto agli spettacoli, alle modifiche al programma eccetera..

"Un tema che si è posto adesso per la prima volta è moltiplicazione siti non ufficiali che creano confusione soprattutto in casi in cui si va a modificare il programma in modo sostanziale come è avvenuto in questa edizione. Il Comune dovrà provvedere a rivendicare i domini. Consideri che non siamo riusciti nemmeno ad avere accesso alla vecchia pagina Facebook dell'evento".

Andiamo ai numeri.

"Al momento abbiamo dati che devono ancora essere consolidati, ma dal 4 al 12 marzo abbiamo registrato 8.133 presenze turistiche negli alberghi e nei B&B. Di questi 2mila sono turisti stranieri, che hanno una permanenza di ben 5 giorni Per fare un confronto, nel 2022 le presenze (senza Mandorlo in fiore) nello stesso periodo erano appena 3600, nel 2019 7.800. Abbiamo inoltre registrato 15mila spettatori agli spettacoli tra Palacongressi e Teatro Pirandello, compresi però i concerti di Buzzurro del Banco del Mutuo soccorso: sono invece 10mila quelli che hanno pagato un biglietto per gli spettacoli folk. A questi si aggiungono ovviamente i 5mila spettatori alla Valle per io spettacolo finale".

E' stata anche un po' l'edizione degli intoppi..

"Da quest'anno abbiamo tratto esperienze ed insegnamenti sul fatto che le cose basilairi, come i punti luce per le amplificazioni, il posizionamento delle transenne ecc, vanno organizzate per tempo. Bisogna comunque dire che il Comune affrontava per la prima volta da anni l'organizzazione del Mandorlo e mancava quindi di un'esperienza consolidata".

Si sta lavorando, come si dice sempre, al Mandorlo 2024?

"Per quanto mi rigarda, sicuramente sì, rispetto al reclutamento dei gruppi. Guardate, non è facile non tanto venire ad Agrigento, ma convincerli a pagarsi il biglietto, dato che a carico nostro è solo solo l'ospitalità. Per avere un dato, i performers di quest'anno hanno speso oltre 460mila euro di biglietti aerei. Certamente non posso che auspicare che tutti gli enti possano iniziare a lavorare per trovare le risorse e mettere in moto la macchina organizzativa. Del resto abbiamo dimostrato che se lasciamo solo il folk non c'è bisogno di spendere somme enormi".

Superati anche i problemi di rivalità organizzative?

"Dal mio punto di vista non ci sono mai stati. Anzi. Ho cercato di coinvolgere fin da subito tutti gli operatori del territorio e anche tutti coloro che operano nel settore del folk: il Mandorlo deve unire, non dividere. Tra l'altro ci tengo a precisare che abbiamo lavorato tutti a titolo gratuito: quattro mesi di impegno giorno e notte, e voglio ringraziare la mia squadra che mi ha collaborato".

Tornando ai problemi, certamente non ha funzionato il piano del traffico: la città era letteralmente invasa e questo ha provocato un vero caos in molte zone.

"Va detto che in città abbiamo registrato oltre 90mila persone, con 50mila concentrate solo nella domenica finale. I bar in molte zone hanno terminato persino le scorte di cibo e acqua. E' chiaro che ha avuto un impatto sulla città, ma dobbiamo guardare al risulato e ribadire che il Mandorlo non è una festa solo per gli agrigentini, ma soprattutto per i turisti. Certamente la zona del centro città non è facile da gestire: bigognerà individuare nuove grandi aree di parcheggio fuori dal centro abitato e potenziare i servizi navetta. Dobbiamo essere pronti a gestire sempre più pubblico. In tal senso auspichiamo che dal prossimo anno si riescano a superare i problemi di sicurezza che hanno finora impedito di far arrivare la sfilata fino alle zone a valle: questo permetterebbe di distribuire il pubblico su un percorso più lungo e dovrebbe ridurre le criticità".

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