"Ti faccio abortire a calci nella pancia", 30enne rinviato a giudizio

William La Cara, 30 anni, sarà processato per l'accusa di maltrattamenti: per quasi tre anni avrebbe picchiato e minacciato la compagna ventenne

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"Ti faccio abortire a calci nella pancia". Un trentenne agrigentino, accusato di avere maltrattato la compagna per quasi tre anni, non fermandosi neppure di fronte allo stato di gravidanza della donna, finisce a processo.

Il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha disposto il rinvio a giudizio di William La Cara, 30 anni, accusato di maltrattamenti. L'imputato, difeso dall'avvocato Daniele Re, sarà giudicato davanti al giudice monocratico.

I fatti al centro della vicenda, che hanno portato il pubblico ministero Elenia Manno a chiedere il rinvio a giudizio, sarebbero avvenuti, fra Agrigento e Favara, dove la coppia ha alternato la propria residenza, fra il luglio del 2017 e il marzo del 2019.
L'uomo, in numerose circostanze, avrebbe maltrattato la compagna, ponendo in essere nei suoi confronti ripetute aggressioni verbali e fisiche, "così costringendola - scrive il pm nel capo di imputazione - a subire penose condizioni di vita".

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La donna, secondo la ricostruzione dei fatti, sarebbe stata minacciata, picchiata e afferrata per la gola quasi come se la volesse soffocare. La Cara, inoltre, avrebbe ripetutamente schiaffeggiato la compagna afferrandola violentemente per le braccia e provocandole delle ecchimosi. Nei primi mesi dell'anno scorso, nonostante la donna fosse incinta, avrebbe continuato a picchiarla e maltrattarla. E così, sempre secondo l'accusa, avrebbe continuato a minacciarla di morte, ad aggredirla sia verbalmente che fisicamente e l'avrebbe intimorita persino minacciando di darle calci nella pancia per farla abortire. 

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