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L'operazione "Condor" / Palma di Montechiaro

"Non ha chiesto messa a posto e non gestiva il narcotraffico": chiesta scarcerazione di un palmese

Il 37enne Luigi Petruzzella è accusato di estorsione ai danni di un imprenditore che gestiva apparecchiature elettroniche. La difesa: "Viveva in Germania, è estraneo ai fatti"

"Da anni vive e lavora in Germania, con gli altri indagati ha avuto solo sporadici incontri in occasione dei suoi rientri ma non ha fatto parte di alcuna organizzazione criminale". Gli avvocati Santo Lucia e Loredana Minio hanno chiesto ai giudici del tribunale del riesame di annullare l'ordinanza cautelare in carcere a carico di Luigi Petruzzella, 37 anni, di Palma, arrestato nell'ambito dell'operazione antimafia Condor, scattata l'11 gennaio. 

L'indagato era sfuggito alla cattura perchè si trovava all'estero quando è scattata l'operazione. Sei giorni più tardi si era costituito alla caserma dei carabinieri. 

A Petruzzella si contesta una tentata estorsione, commessa insieme al presunto stiddaro Giuseppe Chiazza, ai danni di un imprenditore che gestiva apparecchiature elettroniche da intrattenimento a Licata al quale avrebbero chiesto la "messa a posto". Il provvedimento restrittivo è scattato pure per l'ipotesi di traffico di droga: nella presunta organizzazione, in particolare, si sarebbe occupato di consegnare la merce agli acquirenti e riscuotere le somme di denaro.

La difesa ha sostenuto che non ha avuto alcun ruolo nell'estorsione ai danni dell'imprenditore nè tantomeno nella presunta organizzazione a delinquere che avrebbe trafficato droga per finanziare il clan mafioso. "Viveva e lavorava in Germania, ha incontrato gli altri indagati - ha aggiunto la difesa - occasionalmente e per via dei loro rapporti di conoscenza e non perchè vi fosse condivisione di affari di qualsiasi natura".

I giudici decideranno nelle prossime ore se confermare o meno il provvedimento restrittivo. Le altre sette posizioni esaminate fino ad oggi sono state confermate. Il tribunale della libertà ha rigettato il ricorso della difesa per il presunto capomafia di Palma, Nicola Ribisi, per i favaresi Giuseppe e Ignazio Sicilia e Domenico Lombardo, per l'imprenditore agrigentino Salvatore Galvano e per Giuseppe Chiazza, 51 anni, di Palma: per il solo Baldo Carapezza, di Palma, è caduta l'accusa di estorsione ma è rimasto in carcere.

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