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Immigrati ammassati e costretti a dormire sulla loro urina fra montagne di rifiuti: è l'inferno all'hotspot di Lampedusa

L'ex sindaco Giusi Nicolini: "Ci sono anche donne, 4 sono gravide, bambini, malati e bisognosi di cure. Queste immagini potrebbero essere della Libia. Ma no, è l'Italia".  Palazzotto: "Non si tratta di un'emergenza sbarchi, ma di un'emergenza legata all'incapacità gestionale"

Immigrati distesi, su materassi sporchissimi, in ogni angolo dell'hotspot: all'interno e all'esterno. "Montagne" di sacchi della spazzatura, traboccanti di resti di generi alimentari, cartacce e bottiglie di plastica. Vestiti gettati alla rinfusa praticamente ovunque e una distesa infinita di bottiglie di plastica lungo i corridoi che portano ai bagni dove è praticamente impossibile entrare a causa dei bisogni fisiologici e dell'odore nauseabondo. E' l'inferno all'hotspot di Lampedusa dove ci sono, al momento, 1.878 persone, a fronte di poco meno di 350 posti disponibili. "Sono tutti ammassati, ci sono anche donne, quattro sono gravide, bambini, malati e bisognosi di cure che dormono per terra dove pure mangiano, tra i rifiuti - ha scritto l'ex sindaco delle isole Pelagie Giusi Nicolini - . I posti letto sono meno di 200. Queste immagini - spiega Nicolini - potrebbero essere della Libia. Ma no, è l'Italia". 

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"Persone che dormono sulla loro urina, servizi igienici implosi, blatte in mezzo ai materassi buttati a terra. La situazione nell'hotspot di Lampedusa è fuori controllo. Stamattina nel centro ci sono oltre 2100 persone. Non si tratta di un'emergenza sbarchi, ma di un'emergenza legata all'incapacità gestionale". Lo afferma il deputato dem Erasmo Palazzotto. "Non si comprende come un paese come l'Italia non sia in grado di svuotare il centro con regolare tempestività. Non c'è motivo di far arrivare l'hotspot di contrada Imbriacola al collasso.- aggiunge - . È disumano tenere in queste condizioni 4 donne incinte e diversi bambini in età pediatrica a contatto con casi Covid accertati, sospetti casi di tubercolosi mettendo a rischio la salute di soggetti vulnerabili e donne incinte. Non capiamo cosa stia aspettando il ministero dell'Interno a trasferire immediatamente queste persone e garantire la loro incolumità". "Ci sono precise responsabilità su questa situazione che vanno ricercate, altrimenti si legittima il sospetto che dietro questa situazione si nasconda una precisa strategia finalizzata ancora una volta a favorire una speculazione politica ed economica", conclude Palazzotto.

"Purtroppo constatiamo che nonostante gli allarmi lanciati a più riprese sul numero esponenziale degli sbarchi con l'arrivo dell'estate, dal ministro Lamorgese arriva l'ennesima prova della sua siderale distanza dai cittadini" - scrive invece Annalisa Tardino, europarlamentare siciliana della Lega, coordinatrice ID in commissione Libe. "Lo stesso vale per l'Europa, dove nemmeno i tragici fatti di Melilla hanno portato ad azioni concrete da parte della Commissione europea: solo parole. I numeri parlano da soli, siamo arrivati ad oltre 30 mila arrivi, in un momento in cui l'isola dovrebbe solo occuparsi di accogliere turisti, non clandestini, per riprendersi dalla crisi di questi anni - aggiunge - . La situazione è insostenibile, come mi ha annunciato il nostro vicesindaco e assessore al Territorio e all'Ambiente, Attilio Lucia, che è stato anche in stretto contatto con Matteo Salvini, che aspettiamo presto sull'isola". 

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