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Il Palazzo di provincia

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"Fu destinatario di informativa antimafia": la Prefettura dovrà risarcire avvocato

Il professionista prese atto del provvedimento durante la seduta di un Cda di cui era presidente: gli verranno riconosciuti 10mila euro

Aveva ricevuto un'informativa atipica antimafia e ne era venuto a conoscenza nel bel mezzo del cda di un organismo di cui era presidente. Il provvedimento, però, si era rivelato infondato ed era stato annullato pochi mesi dopo. Per il danno d'immagine patito un legale ha però chiesto e ottenuto un risarcimento ai danni della Prefettura di Agrigento, per quanto l'importo saldato sia di gran lunga inferiore a quello inizialmente richiesto.

La vicenda è, lo precisiamo subito, largamente omissata e quindi non solo non è possibile risalire al nome del diffamato, ma nemmeno all'organismo di cui era a capo. Sappiamo, perchè è pubblico, che fu colpito da informativa atipica nell'ottobre del 2012 di cui però venne a conoscenza solo nel febbraio dell'anno successivo.

Un provvedimento che venne annullato nel maggio del 2013, con il tribunale che non fu tenero con l'organo territoriale del governo, sostenendo che fosse "assolutamente evidente il grave abbaglio, nel quale è incorsa la Prefettura di Agrigento, la quale ha fondato l’informativa impugnata su un elementi (frequentazione con mafiosi), il quale, indipendentemente dalla sua scarsa rilevanza (trattandosi di episodio isolato risalente a circa venti anni prima della adozione dell’atto), non trova corrispondenza e riscontro effettivo nella realtà dei fatti”.

Un "incubo" di breve durata per il professionista, che però ritenne di aver subito un danno all'immagine giacchè la notizia circolava in ambiente legale e non solo, per quanto non abbia mai raggiunto l'onore delle cronache. Per questo l'uomo ha chiesto oltre 100mila euro di risarcimento ritenendo di aver subito "conseguenze dolorose e devastanti sul piano personale e morale per se stesso e per la famiglia" e di non aver ottenuto alcun riscontro dalla Prefettura quando chiese che il provvedimento fosse ritirato.

Il tribunale amministrativo, pur ritenendo fondati gli elementi per una richiesta di risarcimento (giacchè l'informativa era "illecita e, dal punto di vista soggettivo, gravemente colposa") ha però rimodulato pesantemente l'importo della stessa, stante che la notizia ha "circolato solo per un periodo di tempo esiguo" e comunque, il "nome del ricorrente non è mai comparso in alcuno scritto editoriale o articolo di giornale e anche lo stesso ricorrente ammette che, anche quando questa si è diffusa, non è stata probabilmente creduta dalla collettività attesa l’abnormità dell’accusa".

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