Cronaca

"Morto dopo spedizione punitiva", si difendono anche gli altri tre indagati

I favaresi posti ai domiciliari, accompagnati dai legali difensori: gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, hanno risposto alle domande del magistrato

Una veduta del palazzo di giustizia di Agrigento

Sono comparsi davanti al Gip Alessandra Vella per l'interrogatorio di garanzia. I tre indagati posti ai domiciliari, accompagnati dai legali difensori: gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, hanno risposto alle domande del magistrato ed hanno chiarito che "non è stata una spedizione punitiva". Il giorno prima era stato sentito il quarantenne Antonino Pirrera. Ieri, è stata invece la volta degli indagati posti ai domiciliari: Michele Sorce, 34 anni; Carmelo Pullara, 27 anni, e Giovanni Ruggeri di 42 anni.

Anche loro tre sono indagati per la presunta aggressione a Bennardo Chiapparo, il sessantottenne favarese morto lo scorso 10 febbraio, nove giorni dopo aver ricevuto un pugno che lo ha fatto cadere ed ha battuto violentemente la testa sull'asfalto.

Secondo quanto emerge, i racconti dei tre indagati posti ai domiciliari coincidono con quello di Pirrera.    

La difesa ha, intanto, presentato al Gip un'istanza di attenuazione della misura cautelare per Pirrera chiedendo i domiciliari. L' inchiesta approda già al Riesame. Martedì al tribunale della libertà sarà ridiscusso il provvedimento restrittivo nei confronti di Pirrera e Ruggeri.

I quattro destinatari dei provvedimenti cautelari - per l'ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale - sono stati arrestati dai carabinieri della tenenza di Favara. L'inchiesta è stata chiamata "Giustizia privata" ed a coordinarla è stato il sostituto procuratore Matteo Delpini.

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