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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

"Estorsione a clienti disabili", Cassazione conferma l'ordinanza del gip

Il processo all'avvocato Francesca Picone e alla sorella Concetta riprenderà con nuovi capi di imputazione

Ricorso inammissibile: l’ordinanza del gup Stefano Zammuto, che il 9 giugno scorso, anziché emettere la sentenza, restituì gli atti al pm ritenendo che “il fatto fosse diverso da come descritto nei capi di imputazione, è stata confermata. Il processo, che a questo punto ripartirà davanti a un altro giudice, è quello a carico dell’avvocato Francesca Picone e della sorella Concetta, consulente di un patronato, accusate di estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni clienti dello studio legale.

Secondo l’accusa l’avvocato Picone, che in una circostanza avrebbe avuto il supporto della sorella Concetta, che lavora in un patronato come consulente fiscale, avrebbe costretto alcuni clienti che assisteva in una causa previdenziale per ottenere l’indennità di accompagnamento per figli o familiari disabili, a pagare una parcella ulteriore a quella stabilita dal tribunale. Nel corpo dell’ordinanza del giudice, secondo le due imputate, difese dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, veniva accertata “l’insussistenza dei reati contestati”. Di conseguenza il provvedimento sarebbe stato “abnorme” e “da annullare”. Una tesi alla quale aveva aderito il procuratore generale ma non i giudici. 

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