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"Donna morta per insufficienza renale non diagnosticata", tre medici dal gup

La difesa sollecita una perizia: "Necessario fare chiarezza sulle due consulenze della Procura"

Una perizia per fare chiarezza sui presunti contrasti nelle due consulenze medico legali che accertano le cause del decesso. È stata chiesta dalla difesa dei tre medici imputati per la morte di una donna di 53 anni, Rosa Castiglione, avvenuta il 2 luglio del 2013. Si tratta di Marcella Indelicato, 49 anni, medico del pronto soccorso; Antonio Granata, 53 anni, primario del reparto di Nefrologia e Pasquale Zicari, 65 anni, medico chirurgo; tutti in servizio all’epoca all’ospedale San Giovanni di Dio.

Il pubblico ministero Alessandra Russo contesta loro di avere omesso una terapia idratante e non avere predisposto una tac che avrebbe potuto rimediare allo scompenso metabolico che stava portando la paziente alla morte a causa di una grave insufficienza renale. Ieri mattina i difensori degli imputati (gli avvocati Giuseppe Scozzari, Giusy Katiuscia Amato e Ignazio Valenza) hanno chiesto al gup Stefano Zammuto di disporre una perizia “per fare chiarezza e mettere ordine sulle due consulenze del pm che, peraltro, non sono state eseguite da un nefrologo”. Il giudice si è riservato di decidere e ha disposto un rinvio al 13 novembre. I familiari della donna, intanto, si sono costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Virgone.

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