Ex discarica di Consolida sempre più a rischio: il percolato minaccia i fiumi

Il Comune sta intervenendo in urgenza per raccogliere i liquami che continuano ad affiorare dal terreno ad ogni pioggia

Il percolato prodotto dalla discarica

"Nell'ex discarica comunale in località Consolida, si sono verificati inconvenienti riconducibili alla formazione di percolato che rischia di inquinare i terreni circostanti ed in particolare il vallone corrente sul versante Ovest". Recita così una determinazione del Comune di Agrigento che stanzia nuove risorse - nell'ordine di alcune migliaia di euro - per un nuovo ed urgente intervento di regimentazione dei liquami nell'ex discarica comunale che si trova alle spalle dell'area industriale.

Un impianto che ha chiuso il cancello da decenni e che però continua ad impensierire non poco non soltanto il Municipio, ma anche le autorità deputate al controllo dell'ambiente, che qui si recarono parecchi anni fa riscontrando come vi fosse un vero e proprio "lago" di percolato, il liquame maleodorante e molto inquinante che si forma quando l'acqua si mischia a quanto prodotto dalla decomposizione dei rifiuti. Una situazione, dice il Comune, "complessa soluzione data la natura del sito e la tipologia di opere eseguite per la chiusura della discarica". La traduzione, semplice, è che dopo che l'impianto fu chiuso non si attuarono tutte le procedure "post mortem" che avrebbero consentito di gestire quanto prodotto dalla decomposizione, limitando i danni per l'ambiente.

Un problema gigantesco, rispetto al quale sarebbero necessari centinaia di migliaia di euro (se non, come si ipotizzò anni fa, alcuni milioni) anche perchè la produzione di percolato è così abbondante che per un periodo si sono anche ricercate eventuali fonti d'acqua derivanti da rotture di condotte o altro.

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Adesso, dice il Comune, si è riscontrato un "riacutizzarsi di sversamenti con consequenziale rischio di inquinamento ambientale" e si deve quindi intervenire urgentemente, manutenendo le opere oggi esistenti ma sempre in modo sostanzialmente "temporaneo", in attesa di un progetto di bonifica che, oggi, non c'è e non sarebbe comunque finanziabile con risorse del Municipio.

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