"Cracking" e sbalzi termici, a rischio l'uva da tavola agrigentina

Il presidente di Confagricoltura di Agrigento, Rosario Marchese Ragona, lancia l'allarme

Foto d'archivio

L'agricoltura si lecca le ferite. Notevoli sono stati i danni in Sicilia ed in provincia di Agrigento sull’uva da tavola, causati dalla fisiopatia dal nome “Cracking” o spaccatura dei frutti. Danni anche per le repentine escursioni termiche, pioggie eccessive e attacchi di muffe, che hanno determinato la lacerazione della bacca o acino e la perdita di oltre il 50% del prodotto.

Tale fenomeno si è registrato nell’areale di Canicatti, Campobello, Ravanusa dove l’eccellente uva Italia si è trasformata in un prodotto assolutamente non commerciabile.

Il presidente di Confagricoltura di Agrigento, Rosario Marchese Ragona parla di un "dramma economico che rischia di far fallire numerosi imprenditori agricoli". Pertanto - prosegue - "occorre da subito intervenire con la massima espressione di riferimento che è l’assessore regioanle all'Agricoltura con provvedimenti certi, applicabili veloci e remunerativi. Sempre in materia di fenomeni di attacchi di fitopatie, l’uva da mosto subisce pesantemente il fenomeno della peronospora con danni stimati dai nostri tecnici sul campo di una mancata o produzione non commerciabile di circa il 40%. In ultimo è notizia di questi giorni dell’approdo di una nave carica di olio tunisino diretta a Sciacca".

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