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L'Ordine degli architetti di Agrigento

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Concorso di architettura Olympieion, Comune condannato a pagare il premio

La sentenza è stata emessa dal giudice di pace, avvocato Marilia Montalbano. La vicenda raccontata da un architetto arrivato terzo e mai pagato: "Accolte le nostre ragioni"

Il Comune di Agrigento è stato condannato al pagamento del premio previsto dal bando del concorso Olympieion, dedicato alle migliori tesi di laurea in architettura. La sentenza emessa dal giudice di pace, avvocato Marilia Montalbano, obbliga il Comune al pagamento del premio, maggiorato dal risarcimento danni, dagli interessi previsti per legge e delle spese legali per un totale di circa 1.500 € a fronte dei 750 previsti dal bando.

A raccontare la vicenda è Giovanni Campanella, che, insieme a Giovanni Rizzo, si è aggiudicato il terzo posto.  “La vicenda ha inizio nel 2010, - racconta Campanella - quando la Facoltà di Architettura di Palermo, sede di Agrigento, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Agrigento ed il Comune, bandisce il concorso Olympieion con la finalità di premiare le migliori tesi in architettura prodotte nel quinquennio 2004-2009”.

“Visto il disinteresse mostrato dagli enti banditori – prosegue l’architetto – io e Giovanni avevamo chiesto di rispettate le scadenze previste dal bando di concorso e dopo tempo finalmente è stata celebrata la cerimonia di premiazione il 18 marzo del 2013. In quella occasione abbiamo scoperto di essere arrivati al terzo posto e di avere diritto al riconoscimento del premio previsto dal bando”.

“Considerato che il Comune si è reso inadempiente degli obblighi assunti in seno al bando (ex art. 1218 c.c.) – continua Campanella - abbiamo deciso di adire le vie legali per far valere il nostro diritto di credito. Nonostante le pretestuose difese accampate da parte avversa, il giudice di Pace ha accolto in pieno le nostre ragioni, con una sentenza ‘inattaccabile’ che condanna il Comune al pagamento del premio di 750 euro, riconoscendo le ulteriori somme di 200 euro a titolo di risarcimento morale e di 400 euro per le spese legali. Oltre il danno, dunque, anche la beffa, in quanto la negligenza del comune di Agrigento ha visto quasi raddoppiare la somma che inizialmente doveva essere erogata”.

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