Guanti per l'eucarestia e distanza tra i fedeli: ecco il protocollo della chiesa per la "fase 2"

Dal 18 maggio gli agrigentini potranno tornare nelle loro parrocchie, ma ad attenderli ci sono nuove norme comportamentali

La chiesa dell’Agrigentino si adegua alle norme imposte dall’emergenza Coronavirus. Flussi alternati di entrata e uscita, gel igienizzante, acque santiere vuote e posti distanziati. L’arcivescovo di Agrigento, don Franco Montenegro, parla ai fedeli dettando delle nuove regole comportamentali nei giorni dell’emergenza Covid 19. Guanti monouso per la distribuzione della comunione, ma anche mascherine. Cresime, Prima comunione e Prima confessione: tutte rinviate. Ecco cosa cambia.

Il presidente della conferenza episcopale Italiana e il Ministro dell’Interno hanno sottoscritto il “Protocollo” concernente le "necessarie misure di sicurezza cui ottemperare, nel rispetto della normativa e delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, per la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo",  che entreranno in vigore a partire dal 18 maggio. 

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Ogni parroco, amministratore parrocchiale, rettore o superiore religioso provveda a stabilire la capienza massima e la disposizione dei posti nella propria chiesa, contrassegnandoli con un segno identificativo, tenendo conto della distanza minima di sicurezza (almeno un metro laterale e frontale). Sono permesse le celebrazioni anche in spazi aperti, mantenendo le distanze previste dall’autorità sanitaria, per garantire la sicurezza e consentire una maggiore capienza.  Si prevedano appositi spazi per favorire la partecipazione alle celebrazioni di persone diversamente abili. Esclusivamente in questo caso, si potranno riservare apposite aree ai componenti di nuclei familiari che vivono nella stessa casa. Raggiunta la capienza massima, i volontari dovranno chiudere le porte della chiesa o del cancello.  Le celebrazioni potranno avere luogo: nelle chiese parrocchiali; nelle rettorie affidate a Ordini religiosi maschili; nelle chiese non parrocchiali affidate a rettori nominati dall’Arcivescovo, d’intesa col parroco del territorio; negli Istituti religiosi che ospitano anziani, ammalati o diversamente abili; nei luoghi all’aperto di pertinenza della chiesa. Per i luoghi pubblici va chiesta l’autorizzazione alle autorità pubbliche.

ACCESSO AI LUOGHI DI CELEBRAZIONE

All’ingresso della chiesa o dell’area all’aperto in cui ha luogo la celebrazione sia affisso un cartello informativo con le indicazioni essenziali, tra le quali non devono mancare:  il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza della chiesa o

dell’area all’aperto; l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza di un metro e mezzo durante l’entrata e l’uscita, di igienizzare le mani mediante appositi prodotti forniti all’interno e di indossare la mascherina che copra naso e bocca; il divieto di accedere per chi abbia una temperatura superiore a 37.5°C, per chi presenti sintomi influenzali o problemi respiratori e per chi sia stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti.

 All’ingresso siano disponibili liquidi igienizzanti. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere delle chiese. Per la gestione si preveda un gruppo di volontari alla porta (ai quali bisogna garantire guanti monouso e mascherine), che siano facilmente identificabili mediante appositi distintivi. Dove è possibile, si utilizzino porte differenti per l’entrata e per l’uscita, così da evitare l’incrociarsi dei fedeli; dove esiste una sola porta, sia garantito il flusso alternato in entrata e in uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire il flusso ed evitare che porte e maniglie siano toccate.  Si invitino coloro che entrano a occupare i posti liberi distanti dall’ingresso. Il gruppo dei volontari guidi la procedura di uscita, facendo defluire prima chi si trova più vicino alla porta e garantendo il deflusso ordinato e distanziato.

NORME PER I FEDELI

Tutti i fedeli indossino le mascherine prima di entrare e la rimuovano solo dopo essere usciti. I lettori utilizzino anche i guanti; il microfono dell’ambone sia posizionato a debita distanza dalla bocca e in modo tale da non dover essere tenuto in mano o spostato.
È vietato l’uso di qualsiasi sussidio cartaceo. È ammessa la presenza di un animatore del canto e di un animatore della musica, ma non è possibile quella del coro.  Si omettano la processione offertoriale e lo scambio della pace. Le offerte non si possono raccogliere durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori collocati in luoghi idonei.

NORME PER I CELEBRANTI

È necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, che — in presbiterio — sono tenuti al rispetto della distanza prevista. In caso di concelebrazione, la comunione al calice sia fatta solamente per intinzione, lasciando all’ultimo sacerdote il compito di bere direttamente al calice e provvedere alla purificazione. Il diacono si comunichi sotto la sola specie del pane. Durante tutta la celebrazione le particole per la comunione siano sempre coperte da una copertura idonea.

 NORME PER LA DISTRIBUZIONE DELLA COMUNIONE

 La distribuzione della comunione avvenga dopo che il celebrante ed eventualmente il diacono o l’accolito abbiano igienizzato le mani e indossato guanti monouso e mascherina. Riguardo ai dispositivi di sicurezza, si utilizzino soltanto mascherine chirurgiche e guanti latex free, per tutelare coloro che, anche inconsapevolmente, sono allergici al lattice. Per la distribuzione delle particole senza glutine, dopo aver comunicato tutti gli altri fedeli, il ministro abbia cura di ripetere le procedure di sicurezza, igienizzando nuovamente le mani e indossando un nuovo paio di guanti.  Chi distribuisce la comunione ponga le particole nelle mani dei fedeli, evitando il contatto.  I fedeli si mettano in fila per ricevere la comunione, mantenendo sempre un’adeguata distanza di sicurezza; ricevuta la particola, si spostino lateralmente, abbassino la mascherina e si comunichino.  Non è consentito ai ministri straordinari della comunione di aiutare il celebrante per la distribuzione dell’Eucaristia.

 NORME DA OSSERVARE AL TERMINE DELLA CELEBRAZIONE

 Un gruppo di volontari aiuti il parroco a igienizzare la chiesa, la sacrestia e gli altri ambienti, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria.  Siano accuratamente disinfettati i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, compresi i microfoni.  Il purificatoio sia cambiato a ogni celebrazione.  Il “Protocollo” non richiede l’obbligo di sanificazione da parte di società specializzate, ma stabilisce la necessità di una frequente igienizzazione degli ambienti e delle suppellettili (cfr 2.1 e 2.2); tuttavia è opportuno, almeno alla riapertura e una volta al mese, procedere anche alla sanificazione della chiesa e dei locali annessi.

CELEBRAZIONE DI SACRAMENTI E SACRAMENTALI

Battesimo: sia celebrato al di fuori della messa;  si eviti il rito per immersione, preferendo l’infusione;  si usino guanti monouso per le unzioni. Cresima, Prima Comunione e Prima Confessione, rinviate a data da stabilirsi, in base all’evolversi dell’emergenza epidemiologica. Matrimonio: il numero massimo dei fedeli che possono partecipare al rito dipende dalla capienza della chiesa, al fine di garantire la giusta distanza interpersonale;  al termine della celebrazione sono vietati gli assembramenti per il tradizionale lancio del riso o di altro;  i nubendi che avessero programmato la cresima in prossimità del matrimonio, la riceveranno non appena possibile, dopo la celebrazione delle nozze. Penitenza: sia amministrata in luoghi ampi e areati, nel rispetto delle misure di distanziamento e avendo cura di garantire la riservatezza richiesta dal sacramento; sacerdote e fedeli indossino la mascherina.  Unzione degli infermi il presbitero usi mascherina e guanti monouso.Viatico sia portato esclusivamente dal ministro ordinato; il ministro usi mascherina e guanti e faccia attenzione a non toccare le labbra del malato. Esequie: viene meno il limite delle 15 persone, imposto dalle disposizioni precedenti;  per la celebrazione ci si attenga alle norme sopra indicate; Riguardo ai fiori, è consentito soltanto il copricassa; eventuali altri omaggi floreali siano
lasciati fuori dalla chiesa;  il rito si concluda con la benedizione all’altare, evitando l’accompagnamento alla porta;  per le offerte del “fiore che non marcisce” si usino appositi contenitori;  sono vietati i saluti sia prima sia dopo la celebrazione;  si concordi con l’agenzia funebre l’eventuale apposizione di firme in un apposito registro, come forma alternativa alle consuete condoglianze. Messe per i defunti: eventuali messe per i defunti deceduti tra l’inizio della pandemia e il 3 maggio, per i quali, non è stato possibile celebrare la messa funebre, eccezionalmente si potranno celebrare al di fuori delle messe comunitarie; rimane invariata la norma circa la celebrazione di messe per i defunti esclusivamente durante la messa comunitaria.

Corpus Domini: saranno date ulteriori indicazioni, in base all’evolversi degli eventi. Feste della Madonna e dei Santi sono consentite soltanto le celebrazioni liturgiche in chiesa, nel rispetto delle norme sopra indicate;  sono sospese tutte le processioni e le manifestazioni esterne.  Altre celebrazioni  non sono ammesse celebrazioni di messe riservate a gruppi, associazioni, movimenti e nuove comunità; si invitino i membri a partecipare alla messa comunitaria; altri momenti comunitari di preghiera e di catechesi sono concessi, a condizione che si rispettino le norme previste per la messa;  le processioni con il Santissimo Sacramento, anche all’interno della chiesa o sul sagrato, non sono permesse.

Binazione e trinazione qualora se ne presentasse la necessità, è concessa ai presbiteri la facoltà di binare nei giorni feriali e trinare in quelli festivi; eventuali eccezioni potranno essere autorizzate solo ed esclusivamente dall’arcivescovo.

Chiedo a tutti i presbiteri di diffondere ampiamente queste nuove disposizioni ai fedeli. Raccomando a chiunque, per diverse ragioni, non potesse partecipare alla messa domenicale e festiva, di non rinunciare alla celebrazione, partecipando almeno a quella feriale. Ricordo che laddove non fosse possibile o raccomandabile, per motivi di età o di salute, partecipare alla santa messa domenicale, ci si può unire spiritualmente alla celebrazione comunitaria, seguendone la diretta trasmessa dai mezzi della comunicazione.
 

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