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"Pestaggio al figlio di 4 anni per un telefonino", nuove contestazioni della procura a 38enne

Il piccolo ha denunciato di essere stato selvaggiamente picchiato perchè aveva perso un cellulare, spunta pure un precedente penale

Il pubblico ministero Federico Panichi contesta la "recidiva" all'imputato e l'udienza preliminare viene rinviata per consentire alla difesa di valutare, alla luce della circostanza, quale strategia processuale adottare. Il procedimento è quello che scaturisce dal racconto choc di un bimbo di 5 anni, figlio di una coppia di Casteltermini, che sarebbe stato brutalmente picchiato dal padre trentottenne. Il pm, dall’esame del casellario, ha appreso dell’esistenza di un precedente per maltrattamenti e lo ha contestato formalmente.

L'episodio, approdato in aula per l'udienza preliminare, in corso davanti al gup Alessandra Vella, sarebbe accaduto nel luglio di due anni fa, in un periodo in cui gli era stato affidato per problemi di salute della madre visto che i genitori, che non si erano mai sposati, avevano interrotto la loro convivenza. "Avevo perso il telefonino e mio padre si è arrabbiato. Mi ha preso a calci, schiaffi e pugni". Dopo l'incidente probatorio, nel quale il piccolo, dopo un'iniziale titubanza, ha confermato le accuse, la vicenda potrebbe portare al processo.

Il 21 ottobre si torna in aula. Il 10 luglio del 2018, la madre avrebbe notato che il figlio - dopo avere trascorso un periodo insieme al padre, per problemi di salute della donna - presentava vistosi lividi ed ecchimosi. Il piccolo, che doveva ancora compiere 5 anni, riferì di essere stato preso a pugni, calci e schiaffi dal padre. Il bimbo venne portato in ospedale per essere medicato e gli furono refertati traumi e lividi giudicati guaribili con sei giorni di prognosi. La madre ha poi presentato una denuncia. L'uomo, che ha nominato come difensore l'avvocato Calogero Meli (la donna in qualità di "parte offesa" è difesa dall'avvocato Giuseppe Zucchetto), ha sempre negato di essere l'autore del pestaggio.

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