Bimbo di 5 anni picchiato brutalmente dal padre per un telefonino, 38enne a giudizio

Il pestaggio sarebbe avvenuto, nel luglio di due anni fa, quando il piccolo gli era stato affidato

Foto archivio

"Avevo perso il telefonino e mio padre si è arrabbiato. Mi ha preso a calci, schiaffi e pugni". Il racconto choc è di un bimbo di 5 anni, figlio di una coppia di Casteltermini, che sarebbe stato brutalmente picchiato dal genitore trentottenne, nel luglio di due anni fa, in un periodo in cui gli era stato affidato per problemi di salute della madre visto che i genitori, che non si erano mai sposati, avevano interrotto la loro convivenza.

Dopo l'incidente probatorio, nel quale il piccolo, dopo un'iniziale titubanza, ha confermato le accuse, scatta il rinvio a giudizio. L’imputato sarà processato, a partire dal 7 gennaio, davanti al giudice monocratico Micaela Raimondo. L’episodio risale all'estate del 2018. Il piccolo era stato affidato per un periodo al padre.

Il rapporto dei loro genitori era ampiamente finito e, sembrerebbe, con qualche ruggine sfociata anche in altre denunce. Il 10 luglio di quell'anno la madre avrebbe notato che il figlio, dopo avere trascorso un periodo insieme al padre, per problemi di salute della donna, presentava vistosi lividi ed ecchimosi.

Il piccolo, che doveva ancora compiere 5 anni, riferì di essere stato preso a pugni, calci e schiaffi dal padre. Il bimbo venne portato in ospedale per essere medicato. La madre ha presentato una denuncia consegnando anche un dossier fotografico delle lesioni riportate dal figlio. L'uomo, che ha nominato come difensore l'avvocato Calogero Meli (la donna in qualità di parte civile è difesa dall'avvocato Giuseppe Zucchetto), ha sempre negato di averlo picchiato.

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